269 - Nembonume - Orifoglia - Solfeggiante - Antedain - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
268 - Dodecabrullo - Orifoglia - Solfeggiante - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
267 - Dodecabrullo - Nembonume - Orifoglia - Solfeggiante - Antedain - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
266 - Dodecabrullo - Nembonume - Orifoglia - Solfeggiante - Antedain - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
265 - Dodecabrullo



27 Forense 269 - Cerimonia di Cittadinanza

*la strillona, ricevuto un foglietto dalla banditrice Ithilwen, inizia ad urlare per la piazza* Udite Udite!!! I seguenti novizi della Splendente Ondolinde: Viktor, Phalamar Togan, Evandrin, Arkas, Irk'Ithlen, Araknes, Elwe Ancalime, Arethiel, sono invitati a recarsi alla metà della seconda ora del pomeriggio del 28 Ninui [27 Forense] presso la palestra a est del Bianco Palazzo, vestiti solo di una lunga tunica immacolata, con nient'altro indosso. Essi dovranno prestare giuramento davanti al Tulip e alla popolazione della Splendente per accedere alla cittadinanza che da tanto bramano. Il Popolo della Luce ha parlato. Che i Valar ascoltino e lo rendano indelebile nella storia.

Cronache Elfiche

24 Forense 269 - IL TRAMONTO DELL'ACCADEMIA DI MAGIA

Dopo molte lune, L’Accademia dell’Arti Arcane, è Tramontata, come il Sole al termine del giorno ha interrotto il suo cammino. *Sardaucas affacciato alla finestra del suo studio, rimembra i tempi passati…* Ricordo Ancora i primi insegnamenti che mi furono fatti….quando Larlec mi parlo alla prima lezione….. “Uno dei primi argomenti che un membro della nostra Accademia è tenuto a conoscere, è la sintesi di come essa sia nata e dei principali eventi storici che hanno contribuito a renderla così importante e popolare. Sebbene consiglio a tutti voi di studiare tale materia sugli antichi tomi custoditi nelle biblioteche imperiali, mi impegnerò qui di seguito a rendere noti, per fili conduttori, i momenti di maggiore interesse. Non esiste una data precisa che indichi la nascita dell’Accademia delle Arti Arcane; dallo studio di generazioni di storici e seguendo la tradizione popolare, si è deciso di utilizzare come anno primo il settantasettesimo dopo la fondazione dell’Impero. Archibald Durathor, ovvero colui che un tempo fu Primo Consigliere ad Hammerheim e maestro nelle arti magiche e alchemiche, a seguito dei tristi ed oscuri avvenimenti che caratterizzarono gli anni di dominio del malvagio Zarquon, fu costretto a fuggire dalla capitale per rifugiarsi in quella che ora è divenuta grazie al suo operato la gloriosa cittadina di Edorel. Qui proseguì i propri studi e iniziò a creare le fondamenta di quella che, come già enunciato, intorno all’anno 77 divenne l’Accademia delle Arti Arcane. Egli ne divenne il Primarca, ovvero la guida dell’istituto e il reggente della città, e guadagnò il rispetto e la fiducia di tutto il Regno; molti furono i giovani istruiti da Archibald o dai dieci Primarchi che furono a capo dell’Accademia. Al tempo della guerra del Faver Durathor era oramai defunto, ma i dieci Primarchi guidarono i propri allievi in modo tale che anche Edorel poté dare il proprio importante contributo e guadagnarsi onore e fama imperitura. Altro evento importante degno di nota è il tradimento di Tormod Wardrop, allievo dello stesso Archibald e Sommo Patriarca dopo di lui, che nel folle tentativo di studiare il modo per divenire immortale si trovò con la mente e l’animo totalmente deviati, facendo sprofondare Edorel nel vizio e nella corruzione. Solo la collaborazione di tutti i Primarchi del Magistero e di tutti gli appartenenti all’Accademia ancora non corrotti da Tormod, riuscì a cacciare quest’ultimo ed i suoi seguaci, ripristinando in tale modo l’armonia e lo splendore della città. Questi eventi caddero attorno alla quarta decade del secondo secolo dell’Impero. Va poi anche ricordata la grande impresa che fu compiuta intorno l’anno 169 dai Primarchi del tempo: essi riuscirono a vincolare l’Infernale Bestia evocata dai maghi corrotti nel tentativo di vendicarsi della città, grazie ad un potente incantesimo e a scanso della vita; la minaccia è tuttora imprigionata, e il segreto di tale sortilegio è sepolto assieme a coloro che lo operarono. Da ricordare anche l’importante contributo di Edorel nel conflitto passato alla storia come “Battaglia dei Grandi Fiumi” contro le legioni infernali dei Necrarchi ed i loro mostruosi alleati, contributo che poté attuarsi grazie all’aiuto dei guerrieri di Helcaraxe che poco tempo prima supportarono Edorel durante l’assedio mosso dalle voraci creature delle Terre Nordiche. Nell’anno imperiale 214, grazie al matrimonio tra re Julian e Alyndra, figlia prediletta di Dweomer Arnoux, Sommo Primarca di Edorel, il Primarcato e Hammerheim si fusero costituendo l’Impero; per sancire l’evento, venne costruita una sede dell’Accademia all’interno della capitale, l’Accademia delle Arti di Hammerheim. “ “Ricordo quando il mio caro amico Astandir Enderel giunse a capo dell’Accademia, quando Morgan da Silva gli diede il compito di riassettare i maghi e L’accademia…..” “Negli ultimi tre anni, le ordinarie scaramucce ai confini dell’Impero contro i clan orcheschi divennero cosa sempre più frequente. I Primarchi si consultarono, le nuove scoperte nell’arte dell’Alchimia davano ottimi frutti e la disciplina e il valore dei maghi dell’Accademia erano ormai riconosciuti anche dalla gerarchia militare. Si decise quindi la mobilitazione di massa delle “Truppe di prestigiatori”, come venivano chiamate dai commilitoni le forze fornite dall’Accademia. Si cercava la soluzione finale, i “parassiti verdi” dovevano essere debellati per sempre o comunque resi inoffensivi! Le cose non andarono come si sperava…ogni vittoria, invece di abbattere il morale dei nemici, li galvanizzava e li rendeva più determinati; i nuovi ritrovati della scienza non portarono i benefici sperati, gli orridi esseri rispondevano colpo su colpo ed invece di diminuire il loro numero pareva aumentare. I maghi trovarono negli sciamani orchi dei degni avversari; il loro potere non deriva dallo studio ma direttamente dai propri corpi, essi non ne sono padroni totalmente, per cui credono siano favori mandati dagli dei. Finché, soltanto sette mesi fa, il Quindicesimo Dodecabrullo del 265esimo Anno Imperiale, avvenne l’impensabile. Sfruttando l’oscurità, un piccolo drappello di goblin di nero ammantati riuscì a penetrare nel campo imperiale. Si diressero velocemente verso le tende dei Primarchi, vi si pararono innanzi incuranti dell’altolà delle guardie, vi si buttarono contro e all’unisono si fecero esplodere. Era il segnale: l’orda avanzò compatta, fiduciosa di sfruttare la confusione e la disorganizzazione regnante nel campo nemico; i maghi e le truppe di Edorel, senza le proprie guide, non sapevano cosa fare e cosa attendersi. Garreth Elcaster, figlio di un Primarca e comandante di una legione di fanti edoreniani riuscì a radunare le truppe della sua città, preparandosi all’impatto della marea urlante. Intanto un uomo, gettando alle spalle la disperazione e raccogliendo gli ultimi bricioli di determinazione rimasti, adunava i pochi maghi sopravvissuti. Egli era Astandir Enderel, comandante di una piccola divisone di maghi, stratega assai abile, seppur dal temperamento sanguigno e troppo spesso ardito. Comandati da Astandir, gli stregoni riuscirono ad aggirare il nemico, portandosi al fianco dello schieramento. La sete di vendetta e il desiderio di riscatto mossero i cuori e le menti di quegli uomini coraggiosi, i quali lanciarono incantesimi fino allo stremo delle forze, una tempesta di fuoco pioveva sui nemici, esseri abnormi prendevano vita dalla scomposizione degli elementi, il campo di battaglia veniva continuamente scosso da tremori. Dall’altra parte Garreth riuscì a sfondare il centro dell’accerchiamento, spinse i suoi uomini come un cuneo e riuscì a congiungersi con le truppe di Amon, letali e fredde come pugnali. L’alba trovò il campo ingombro di morti, crivellato da crateri, pieno delle urla degli agonizzanti, ma degli orchi non vi era più traccia: l’assedio era terminato, l’esercito orchesco era stato respinto e per qualche tempo non avrebbe rialzato la testa. Senza più una guida, gli Edoreniani acclamarono Garreth Elcaster sovrano della città, poiché il Primarcato era stato spazzato via e non vi erano abbastanza maghi per ricostituirlo. I cittadini volevano il comando di un uomo d’azione, un uomo forte e non più l’equilibro e la ponderatezza dimostrati dai Reggenti Studiosi. L’Imperatore Morgan da Silva, saputi i fatti, chiamò a se Astandir Enderel come consigliere e stratega militare, il quale venne anche nominato Rettore dell’Accademia delle Arti Arcane. Egli ritornò ad Hammerheim con il compito di riorganizzare l’Accademia e riportarla allo splendore dei tempi antichi, affinché ogni cittadino potesse andarne fiero. Come Rettore dell’Accademia di Edorel, egli scelse un compagno di battaglia, Ardanos McBarlow, uomo coraggioso e dalla mente astuta, spesso presente nei momenti cruciali e determinante in quei giorni di combattimento.” Sotto la guida del Tetrarca Anziano Astandir Enderel e del Sommo Tetrarca Ardanos McBarlow, titolo riservato in quei tempi alla guida della sede distaccata di Edorel,l’Accademia risorse dalle propie ceneri, acquisendo ogni giorno nuovi membri, riacquistando le antiche conoscenze e intraprendendo nuove strade e nuovi sentieri alla ricerca della sapienza, a beneficio dell’intera umanità. Nei primi mesi del proprio operato,l’Accademia concentrò tutto il suo lavoro sull’istruzione e sull’educazione dei propri apprendisti, riallacciando i rapporti con ogni Regno e comunità umana e stabilendo le basi per una reciproca collaborazione con le autorità dei Regni elfici. Le due sedi, seppur profondamente unite negli intenti e nella gerarchia amministrativa, godevano di relativa indipendenza, procedendo per sentieri leggermente diversi, con una piccola dose di competizione tra i rispettivi membri. Questo meccanismo permise di recuperare velocemente le conoscenze perdute e di fare passi da gigante nell’acquisizione di nuove nozioni, oltre a creare un solido gruppo di studiosi assai affiatato. In alcuni membri vennero scoperte doti belliche e strategiche e in questo senso vennero istruiti, affinchè fecero uso al combattimento e potessero applicare le proprie conoscenze all’arte della guerra, a difesa della pace e a beneficio delle genti dell’Impero. Fondamentale fu, in quei primi mesi di attività, il contributo dell’Accademia alla disfatta del gruppo di briganti infestanti i regni umani, capitanato dal sanguinario quanto implacabile Kalim Kall, il cui nome ancor oggi riecheggia,nelle notti buie di inverno, nelle storie davanti al focolare o come spauraccchio per i bambini, assieme a quello del compagno Valorium Darkbane. Venne poi il tempo delle ondate razziste: numerosi elfi, raminghi e esiliati dalla propria terra, vagavano nei territori dell’Impero alla cerca di un qualsiasi bersaglio ove sfogare il proprio odio e il proprio rancore. L’astio già esistente fra le razze venne ad acuirsi proprio nel momento di maggior bisogno di unione, poichè forze oscure di un passato antico si stavano muovendo minacciosi senza discernere tra ricchi, poveri, nobili o plebei. Molto sangue scorse e molti crimini vennero perpetrati in quei lunghi,dolorosi mesi,anche da parte di esponenti di spicco delle nobili casate elfiche ora al potere nei rispettivi regni, spesso avvalendosi dell’alleanza dettata dal comune piacere di uccidere e saccheggiare con il folto gruppo di briganti infestanti i possedimenti imperiali. L’Accademia offrì il prorio contributo e si impegnò costantemente per difendere le città dagli invasori e probabilmente,senza quell’aiuto, la storia attuale non sarebbe quella che oggi conosciamo. I crimini non cessarono nemmeno quando,dopo secoli di isolamento, Ondolinde la Splendente aprì le proprie porte al mondo, richiamando ogni esule alla propria terra; inoltre il contrasto scivolò sempre piu in direzione del puro integralismo religioso, poichè venne ritrovata una Reliquia riconosciuta da ambo i popoli come appartenente alla propria tradizione e da entrambi rivendicata. L’Imperatore riunì i suoi Consiglieri, vassalli e alleati e decise di scendere in battaglia una volta per tutte, affinchè si potesse mettere un freno alla superbia elfica. In quel fatidico giorno, la confusione e il caos regnarono sovrani, schiacciando sotto i propri calzari qualsiasi sentimento o gesto di pietà. La carneficina fu tale in entrambi gli schieramenti,da non permettere di distinguere nè vincitore nè vinto; a detta di tutti, l’unica vinta fu la Giustizia, la quale venne pronfondamente violentata e umiliata. Si arrivò comunque ad una pace proficua per entrambe le razze,che permise un pacifico rapporto di convivenza e di collaborazione che continua tuttora, nonostante gli ovvi contrasti per le diversità di usi, costumi, ideali e comportamenti. In questo relativo periodo di pace, l’Accademia accrebbe la propia influenza e il proprio potere, nonostante il grave colpo infertole dalla dipartita verso luoghi ignoti, alla ricerca di chissa quali estreme conoscenze, del Sommo Tetrarca Ardanos McBarlow, impareggiabile artefice e costruttore della gloria di Edorel e della sua Accademia, ottenuta plasmando l’antica ricchezza intellettuale depositatasi nelle fodamenta, assieme all’energia nuova dei molti, giovani membri il cui pensiero venne forgiato attraverso i dettami del pensiero accademico. Vennero perciò nominati in quei giorni tre dei Tetrarchi attuali,e cioè il Tetrarca della Notte Valin Vathalas, il quale per le sue doti di prudenza, moderazione e intelligenza venne anche posto alla di guida della sezione di Edorel, il Tetrarca del Tramonto Oskatat, sferza di fuoco distintasi nelle battaglie contro gli elfi e i briganti per le sue valide abilità in combattimento e per l’innata lungimiranza politica, il Tetrarca dell’Alba William McLane, per le sue straordinarie doti di combattimento e la straorindaria intelligenza dimostrata nell’insegnamento e nella predizione degli eventi. Durante il mese di Granaio, cambiamenti epocali avvenivano nelle terre di Ardania. L’Imperatore Morgan da Silva, quasi prevedendo fosse giunto alla fine dei suoi giorni, decise di sciogliere l’Impero rendendo ogni vassallo libero da qualsiasi impegno.Pochi giorni dopo, il Sesto Granaio del 266esimo anno imperiale, tutta Ardania, pianse la scomparsa di questo grande uomo. Salì al trono il suo valente nipote Eblis da Silva, mentre al nord, tamburi di guerra riecheggiavano fra grotte, gole ed anfratti, poichè l’ex Maresciallo Gilbert Ridfort, da poco succeduto al vecchio Primarca Garreth Elcaster, si preparava a dar battaglia ai barbari di Helcaraxe invasori. In questi giorni è possibile ricercare la fine della secolare vita della sede dell’Accademia di Edorel: oppresso dalla crisi economica e dalla bancarotta causata dall’inedaguata politica finanziaria del suo e del precedente governo, dai nemici alle porte e dal malumore incessante, serpeggiante tra le strade di Edorel, Ridfort decise di chiudere i battenti di questa antica istituzione, dichiarando traditore chiunque non avesse riconosciuto l’autorità del Primarca come guida accademica. Questa illeggittima, decisa manovra politica garantì altro odio nei confronti del piu grande oppressore che mai governò quella che, ai tempi d’oro di Elcaster, veniva definita la “Città tollerante”, dando in mano al popolo ottenebrato dal volere e dalla parola del tiranno un nemico comune su cui affondare gli artigli e coltivare l’odio. La maggior parte dei membri dell’Accademia si ribellò al sopruso, ottenendo asilo politico e amicizia dalla popolazione di Hammerheim, ma perdendo la propria dimora e i tanti beni accumulati nel corso degli anni, il tutto sequestrato dall’avido dittatore per rimpinguare le casse del regno; persero però ciò a cui piu tenevano, il proprio luogo di studio e ricerca, il luogo in cui nacque l’Accademia delle Arti, ove ancora si poteva respirare l’odore di quei antichi giorni in cui il Sommo Archibald Durathor ne gettò le fondamenta. I maghi di Edorel, durante la battaglia campale per il possesso del passo dell’Orus Maer, voltarono le spalle alla città a cui donarono per anni i loro sforzi e per cui erano pronti a donare la vita, poichè non riuscivano piu a riconoscersi in un governo totalmente opposto ai loro ideali, schierandosi assieme ai barbari per vendicarsi contro gli artefici della loro rovina, protetti da un piccolo contingente di Hammerheim; gli unici scontri di quella vile, incondinzionata resa del Primarcato, avvennero perciò tra gli esuli e gli oppressori. Durante il periodo estivo, si ebbero molti alti e bassi, tensioni e rilassamenti nel rapporto con il governo di Ridfort; si giunse ad una pace di ferro, una sorta di armistizio senza guerra con l’insediamento ad Hammerheim del Tetrarca Oskatat come Reggente in sostituzione del disperso Eblis da Silva, legittimo successore di Morgan il Saggio. In questi giorni, in gioco vi è il destino di Edorel e un nuovo riassetto dei sottili legami politici nelle terre umane; l’Accademia intanto, pensa a rendere solide le proprie basi in un clima di profonda confusione, radunando i membri superstiti di tante battaglie e capovolgimenti catastorifici. *Poi la Catastrofe…. La Cometa…… La Pazzia…….* “E’ ormai molto tempo, che mi reco, puntualmente nella ricca biblioteca dell’Accademia delle Arti Magiche, per studiare i tomi custoditevi, alla ricerca di una qualche soluzione per l’arrivo imminente della Cometa, quando un giorno, erroneamente feci cadere da uno scaffale impolverato una pila di libri, naturalmente questo suscitò le ire di Larlec, Il Guardia Sigilli, ma per mia fortuna e non solo trovai un manoscritto, dalle pagine logore dal tempo, di un vecchio mago, Efesto Underfill. Incuriosito spolverai la copertina che era stranamente rilegata con cura; quel tomo risaliva a più di 500 anni fa. Rimasi subito colpito dal titolo. “Sperimentazione sulla fusione d’incantesimi e riti magici” Quasi inconsciamente lo aprii e iniziai quella lettura che mi porto a rielaborare e sperimentare la teoria che a lui non riuscì perfettamente. Cosi per qualche tempo,mi dedicai agli studi sulla cometa e soprattutto allo studio di quel tomo. Trattava di riti magici di cui non avevo mai sentito nemmeno un accenno in tutti i miei anni di studi, raccontava d’esperimenti su uomini e animali vari, mostri e draghi, finché la mia lettura non cadde sul trattato della fusione d’incantesimi. Questo tipo di sperimentazione poteva permettere la fusione di due o più formule magiche dando origine ad incantesimi nuovi di potenza straordinaria e dalle capacità sconvolgenti, in grado di rivoluzionare le fondamentali basi dell’odierna magia. Costui era riuscito a creare mediante un complicato processo alchemico, un cristallo da lui chiamato “Cristallo di Comunicazione” che permette di poter fondere le parole dette dall’incantatore in un'unica formula magica dagli effetti devastanti. Purtroppo non tutti gli incantesimi possono fondersi un con l’altro, da quello che scrive Efesto molti di questi si annullano a vicenda. Inoltre dagli studi fatti da questo mago si denota che, questo cristallo è in grado di amplificare enormemente il potere magico che vi è immesso. Un’altra cosa che mi portò grande sgomento fu come questo mago riuscì a scrivere l’incantesimo che oggi molti di maghi potenti recitano in caso d’enorme pericolo, l’incantesimo catena di fulmini che fu realizzato da lui e i suoi apprendisti fondendo tra loro le parole magiche del incantesimo fulmine. Notevolmente incuriosito, decisi di fare altre ricerche su questo Mago e sul quel Libro, cosi chiesi l’Aiuto degli altri Tetrarchi Elron, Valin e del Sommo Astandir. Gli esposi tutta la teoria sulla fusione e sulle sperimentazioni che potevamo fare e sulle notevoli applicazioni che quegli studi potevano apportare all’uso della Magia. Grazie alle ricerche fatte da tutti noi, riuscimmo a trovare l’ubicazione di quella che, presumevamo un tempo, si stata la torre, del mago Efesto. Visti i notevoli impegni del sommo Astandir, abbiamo deciso che saremmo stati Io, Elron e Valin a procedere in questa missione alla ricerca della torre. Dopo circa una settimana di viaggio via nave e via terra arrivammo nel luogo in cui noi tutti speravamo di trovare la torre in questione ma, aimé la delusione ci fu da padrona. I nostri occhi videro solo poche macerie, i nostri animi furono pervasi da un senso di sconfitta, forse l’unico modo annientare la cometa era perduto. Con sommo rammarico e vani tentativi di trovare botole o passaggi nascosti, decidemmo di far ritorno nella Città di Hammereim, portando questa triste notizia al sommo Astandir. Passarono dei giorni dal nostro ritorno, la cometa continuava ad avanzare inesorabile, come il tempo che ci separava dalla catastrofe. Pochi giorni dopo il nostro ritorno,ebbi una visita inaspettata. Mi trovavo nella mia torre quando sentii bussare fragorosamente, riconobbi subito la voce del Tetrarca Elron, cosi subito ad aprire pensando che avesse un grave problema visto che stava quasi per scardinare la porta. Lo feci accomodare e cominciò subito a spiegarmi l’idea che gli era fulminata per la testa. L’idea consisteva nell’utilizzare al posto del “Cristallo di Comunicazione”, La scoperta che Luxor aveva fatto sul trasferimento delle Energie e sul Flux. Iniziammo subito a studiare un modo per aumentare le forze magiche tramite quella teoria, Studiammo affondo quel libro e arrivammo ad un buon punto, infatti, riuscimmo a canalizzare l’energia, confluendole in un solo essere, in maniera simile alla descrizione fatta da Efesto nel suo tomo. Non sapevamo quali conseguenze avrebbe portato una tale forma d’energia all’interno di un solo corpo. Cosi, decisi di offrirmi volontario per annientare la cometa e per fungere da ospite per quell’enorme massa d’energia magica. “Venne il giorno della verità.” La notte precedente non riuscii quasi a chiudere occhio, i miei pensieri erano frastornati, riuscivo solo pensare se quello che mi aspettava, mi avrebbe portato alla morte certa o a quale altra sorte, sarei stato destinato. Ripensai a tutta la mia vita vissuta, le battaglie sostenute, contro i Valorosi guerrieri d’Amon, le battaglie contro i demoni dell’Abisso, le orde di creature affrontate, a tutti i miei amici conosciuti fin ora. Ripensavo ai Saggi Consigli che la sera a Cena, tra i libri impolverati e gli appunti ancora sul tavolo, i due tetrarchi, Elron e Valin mi davano dall’Alto della loro esperienza. Tra tutti questi pensieri mi addormentai con l’unico obiettivo di distruggere la cometa. La mattina dopo ci recammo sulla cima più alta, della catena montuosa dell’Orus Maer. Tutto era pronto, vedevamo la cometa che inesorabile avanzava verso di noi. Iniziammo la procedura per la fusione delle energie magiche, sentivo l’energia che confluiva in me, il mio potere aumentava sempre più, la terra cominciò a tremare, il terreno intorno a noi si alzò come se levitasse, la concentrazione era al massimo. Ero al culmine della Potenza, ma sentivo che le mie spoglie da uomo cominciavano a cedere… “Formulai l’incantesimo.” I miei arti si muovevano come sinuosi serpenti, dalla mia bocca uscirono parole di fuoco, il mio corpo bruciava, sembrava come se stesse esplodendo. …Poi svenni. *Al mio risveglio, mi ritrovai in un letto, subito mi guardai intorno, cercando dei punti di riferimento,mi sentivo debole, riconobbi i volti amici di Elron Astandir e Valin. Riuscivo a malapena a parlare; riconobbi la mia torre. I tre sorrisero vedendo che mi ero ripreso, ma aimé i loro sguardi mi comunicavano il peggio. Gia, la Cometa aveva fatto il suo corso, i nostri sacrifici non furono serviti a nulla. Il sommo Astandir mi diede cosi la notizia che la cometa era caduta, con un impatto devastante. Abbassai lo sguardo, stringendo nei miei pugni le lenzuola di seta. Avevamo fallito. Poi, mi accorsi del resto… Le mie mani, le mie mani erano quelle di un vecchio, tutta quell’energia aveva accelerato il metabolismo rendendomi ormai l’ombra di quello che ero un tempo. Valin mi porse uno specchio, ora avevo i capelli bianchi, le rughe tempestavano il mio volto come una pioggia di rubini su un diadema. Rimasi in silenzio… e feci cenno ai miei amici di andarsene. Ero rimasto solo… Con voce sommessa, Pregai Crom per avermi risparmiato dalla morte. Mi alzai, mi vestii e camminando a fatica, raggiunsi il portone della mia torre. Uscii; l’aria era ancora piena di Lapilli, il cielo era cupo come una nuvola di detriti sembrava oscurare il Sole, come se una notte perenne fosse scesa sul mondo. Avanzai lentamente verso la strada, verso il luogo dove avrei continuato a vivere e a portare le mie conoscenze, l’accademia delle Arti Magiche, il luogo dove cominciò il mio cammino da studioso e dove probabilmente finirà presto.” *Sardaucas affacciato alla finestra del suo studio, rimembra i tempi passati…* *sospira* E possibile che siamo giunti a questo punto, dopo tanti anni, com’è possibile, la bramosia di potere è riuscita a lacerare persino una imponente città come quella di Hammerheim, portandola ad una scissione che si è ripercossa anche sulla mia Accademia. Era necessario lasciare il libero arbitrio per una scelta di quel calibro, non potevo assolutamente impartire una decisione quando in gioco vi erano le sorti della mia città…. *si accende dell’erba pipa* Ricordo ancora quando entrai in Accademia, quando Oskatat mi fece da maestro, La prima lezione, *ride* uccidere un troll con la freccia di fuoco, quando il Flux ancora non aveva subito i Cambiamenti..... Poi i passaggi di grado e di ordine, dopo aver maturato, dei cambiamenti di spirito e avanti sino ad oggi, in cui ritrovo a prendere una decisione drastica, ma che può solamente portare giovamento a quelle menti ancora da Plasmare e a quelle più mature. *fa una tirata* Certo ora avrò bisogno di un po’ di tempo per pensare al da farsi, avrò modo di capire bene cosa necessita di più Ardania e poter riuscire ad donargli la mia conoscenza, a lei e a tutti coloro che sono desiderosi di apprendere. *fa una tirata* Ho gia parlato con larlec, verrà a stare da me e Dag per un po’ finche non troveremo una sistemazione migliore, avrà da fare con la mia biblioteca, spero solo che non si senta troppo a disagio, tutto sommato è come se fosse un po’ il nonno dell’Accademia, quanti consigli preziosi che ci elargiva…. *pausa* MI mancherà tutto questo….ma è la cosa più giusta da fare. *Sardaucas usci da suo studio e si diresse verso le stanze di Larlec* S: E’ giunta l’ora mio caro amico L: Figliolo, mi mancherà tutto questo, le partite a scacchi i giovani maghi S: Lo So Larlec, anche a me mancherà molto ma la nostra scelta è stata l’unica via in questo labirinto. L: Ho sistemato tutte le stanze dell’Accademia, ho preso tutto e messo nel Magazzino S: Bene queste sono le chiavi della mia Casa, fai come se fossi nella tua S: Conosci la strada Vero?? L: Si, non preoccuparti, al tuo ritorno troverai la scacchiera pronta…*sorride* S: Io, mi fermerò a scrivere una lettera a tutta L’accademia… *Mentre Larlec varcava per l’ultima volta la soglia dell’Accademia, Sardaucas entrava per l’ultima volta nel suo studio…*

Sardaucas

22 Forense 269 - Il nuovo Impero delle Westlands

*Copie del messaggio vengono affisse su tutte le bacheche imperiali e diffuse a tutta la popolazione* Popolo delle Westlands, Cittadini, figli di Hammerheim, il periodo buio che e' calato sulla nostra amata citta', sul nostro Impero, e' finalmente giunto al termine. Una nuova luce di speranza, una luce di pace, risplende quest'oggi su Hammerheim e come un abbraccio protegge la sua gente. Il suo popolo, guidato dal desiderio di liberta', forte della volonta' di avere un Impero migliore, ha combattuto per i propri ideali di giustizia ed e' infine riuscito a vincere questa dura guerra. Contro tutti coloro che hanno tentato invano di ostacolarci, contro chi ha avuto la presunzione di giudicarci senza muovere un dito, contro chi ci ha infamato con calunnie, combattuto per denaro, tradito in battaglia, contro tutti coloro che hanno riversato addosso alla popolazione il proprio desiderio di vendetta.. contro tutti costoro: ABBIAMO VINTO Il popolo ha vinto, Hammerheim ha vinto. Siate orgogliosi di essere Hammin, siate orgogliosi della vostra patria. Termina qui il cammino di coraggiosi combattenti che per Hammerheim hanno dato la vita, combattendo giorno per giorno con tutte le forze, fino allo stremo e senza mai guardarsi indietro o dubitare dei propri ideali. Il nome di ognuno di essi che ha partecipato rimarra' nella storia di Hammerheim per sempre. Per il popolo, per il bene di Hammerheim, per l'amore che nutro per questa nostra terra, Io, Hangius, mi proclamo Imperatore delle Westlands, giurando fedelta' alla mia gente, al mio popolo e impegnandomi ad agire sempre e comunque per il bene di tutti voi. Giuro di proteggere le Westlands, di guidare l'Impero nel rispetto della libertà e della giustizia che per lungo tempo e' stata dimenticata. Gloria al nuovo Impero, gloria al popolo!

Lord Hangius, Imperatore delle Westlands

22 Forense 269 - Resoconto Assemblea del 21 Ninui

*Ben in vista sulla bacheca cittadina di Tiond** Il giorno 21 Ninui si è svolta un'assemblea cittadina indetta saggiamente da Fratello Lakh Dorh, per parlare ed ascoltare le idee e i pensieri dei Sindar sugli ultimi avvenimenti della Verde. Questo vuole esserne un piccolo resoconto per chi era assente e promemoria per i presenti. Si è discusso inizialmente della disfatta contro i Drow, e degli errori di tattica commessi. Si è detto che tutta la spedizione doveva esser affrontata in maniera diversa, visto che si trattava chiaramente di una trappola da parte di Osgood. Da qui si è giunti alla conclusione che in quella circostanza mancava una guida, un Generale che potesse impartire ordini chiari, e che fin dall'inizio si facesse carico della spedizione. Quindi la discussione si è focalizzata su quello che è stato definito il vero problema di Tiond, la vera "Madre" degli attuali problemi della Verde, ovvero la mancanza di un Haran che possa guidare stabilmente il paese con la sua presenza costante e la sua saggezza. A Questo punto Lakh Dorh da parola a Arwain Silentwood. Il Fratello racconta il messaggio comunicatogli da Rochben Celebrin, il quale pur essendo stato invitato alla Assemblea per permettergli di farsi conoscere, era assente. Celebrin, fratello di Arabella, avrebbe proposto di sedersi lui stesso sul trono e di poter quindi sfruttare il suo titolo di Erede. Qui molta perplessità è stata dichiarata da alcuni fratelli, sostenendo che questo fratello di Arabella non si sia praticamente mai visto, e che già molto tempo è passato da questo messaggio ad Arwain, senza più averne notizie. E la preoccupazione è che questo suo assenteismo si possa potrarre anche dopo essersi seduto sul Trono in Alta Nosse. Prende la parola Bucozin Arwel, il quale allora chiede che alla prossima assemblea, venga messa ai voti una sua proposta, che segue: *Elezione del nuovo Haran* Ogni Cittadino sarà chiamato a candidare un fratello affinchè diventi il nuovo Haran, e potrà anche auto-candidarsi. Il candidato da canto suo potrà tirarsi indietro, nel caso in cui non gli interessasse divenire Haran. Ad una data stabilita avverà la votazione dei candidati, e chi riceverà più voti diventerà il nuovo Haran. *fine della proposta* Tutto ciò, sempre dalle parole di Bucozin Arwel, perchè Tiond non può aspettare oltre. Tuttavia l'assemblea, a completamento della proposta, stabilisce che, nel caso in cui Rochben Celebrin dopo la votazione reclami comunque il trono come successore della Gloriosa Arabella, l'Haran eletto dal Popolo diverrà Vice-Haran, cosicchè nel caso di lunghe assenze di Rochben Celebrin, Tiond avrebbe lo stesso qualcuno a rapprensentarla agli occhi di Ardania. Infine sono stati ascoltati alcuni fratelli per altri argomenti. In particolare il Fratello Eskil, ricordando i concetti di pace e armonia che contraddistingue la nostra Verde cittadina, ha giustamente ripreso alcuni fratelli che nella foga della discussione avevano quasi perso la calma. Concludendo, Lakh Dorh si dichiara soddisfatto di questa assemblea da lui indetta, che si è protratta per quasi due giri di clessidra, e ne indice una nuova per il 5 Gwaeron (6 Macinale). *fine del resoconto* *nota in calce di Bucozin* Fratelli nel farvi questo resoconto spero di non aver tralasciato nulla di importante. Vi prego di votare questa mia proposta apponendo la vosta firma sotto questo incartamento, se passerà, alla prossima assemblea del 5 Gwaeron sceglieremo i candidati.

Bucozin Arwel

20 Forense 269 - Inquisizione a Rotiniel

La sera del ventunesimo giorno del mese di Forense, alla ventunesima ora, si riunirà a Rotiniel il tribunale dell'Inquisizione, presieduto dal Gran Maestro del Tempio, Orcam de Leon. Egli vaglierà l'accusa avanzata dal sommo Onyzam di eresia, nei confronti degli individui i cui volti sono esposti di sopra: a suo dire i loro nomi corrispondono a: Adam D'Ourden Herumor Perthok Beriadir Brhinah E' soggetto all'accusa di eresia, da parte di Onyzam e di Claus Varca, frequentatore abituale della Perla, anche un cittadino di Rotiniel: Eithel d'Iar contestualmente quest'ultimo, se dovesse essere considerato Luughita, verrà processato per Alto Tradimento, e condannato con "misure di severità eccezionale" come previsto dallo Statuto. Come di consueto, l'assenza al procedimento giudiziario, non ne pregiudicherà lo svolgimento ma, in presenza di dubbio, il tribunale si pronuncerà in sfavore dell'imputato assente. Chiunque volesse testimoniare pro o contro gli accusati, potrà farlo liberamente. Ogni atto di eventuale violenza, fisica o verbale, vista la tensione che vigerà nella serata sarà punito con l'arresto immediato . *firmato da Orcam de Leon*

Orcam de Leon