269 - Nembonume - Orifoglia - Solfeggiante - Antedain - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
268 - Dodecabrullo - Orifoglia - Solfeggiante - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
267 - Dodecabrullo - Nembonume - Orifoglia - Solfeggiante - Antedain - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
266 - Dodecabrullo - Nembonume - Orifoglia - Solfeggiante - Antedain - Lithe - Granaio - Madrigale - Adulain - Macinale - Forense - PostApritore
265 - Dodecabrullo



25 Granaio 268 - Rito dell'Acqua al Solstizio

* Un messaggio recante lo Stemma di Rotiniel viene affisso alle porte delle principali Città, sotto permesso delle loro Regnanze * In data 26 granaio 268 avrà luogo a Rotiniel l'annuale Rito dell'Acqua in occasione del Solstizio. Una processione seguirà il corso del fiume dalla sorgente alla foce, pregando gli Dei affinchè concedano lunga vita e buoni raccolti ! Earlann in particolare verrà pregato, a Lui è dedicata la festa e la Perla tutta. Chiunque sia interessato a partecipare è il benvenuto, purchè ad animarlo sia unicamente lo spirito della festa e della pace. Accorrete fedeli e sostenitori dell'Equilibrio ! Il ritrovo è alle porte di Rotiniel all'ora seconda del meriggio.

$iriel, Regina di Rotiniel

23 Granaio 268 - I Tre Rintocchi

"DONG" Un rintocco della campana svegliò il popolo Quenya. Il sole da poco aveva varcato le punte più alte degli Elverquist. Un rintocco, tutti sapevano che voleva dire adunata. "DONG" Un secondo rintocco gelò il sangue. Un attacco imminnente, occorreva prepararsi in fretta, poichè la valle era in pericolo. "DONG" Inesorabile giunse il terzo rintocco, quasi aspettato, quasi atteso, quasi...voluto. Guerra. Questo volevano significare i tre colpi scanditi dalla campana della piazza centrale di Ondolinde. Guerra per liberare il Doriath. Guerra perchè così era stato promesso. Guerra per l'onore dei Quenya.

Cronache del Reame Elfico

18 Granaio 268 - Freddi venti del Nord

Dopo che con lunghe e sanguinose battaglie, il popolo Quenya era finalmente riuscito a liberare dall'orda di demoni un'isola poco distante dalle coste Ondolindenore, una lettera giunse alla corte dell'Aran Vàlaryn, da parte del Signore dei Ghiacci: "Dopo aver tenuto sotto controllo per sette giorni l'isola che vedeva come unici abitanti terribili Demoni dalla pelle di ghiaccio, e dopo aver perso numerose imbarcazioni durante i ripetuti assalti, finalmente il Glorioso regno dei Ghiacci Stridenti puo' dichiararne la conquista!! Per volere dello Jarl Uter il rosso, capoclan Kessel, l'isola situata a 29° 10' N , 9° 54' E appartiene ora e per sempre ai territori del Nord e come tale e' sotto le sue leggi Gloria e Helcaraxe!! che Aengus benedica i giusti e stermini i traditori!!!" Stranito da tale affermazione, L'Aran non perse tempo e, pronto a difendere i territori del Doriath, Vergò una lettera che fece recapitare allo Jarl Uter il Rosso: " *La pergamena è candida, istoriata con rune elfiche dorate, sul retro vi è disegnato un Albero rigolgioso circondato da stelle con al centro una luna* Vedui' Glorioso Jarl dei ghiacci A quanto apprendo dagli strillatori, le mie missive non sono riuscite a sanare i nostri rapporti. Il mio popolo non serba alcun rancore o odio nei vostri confronti, e la decisione concordata in sede comune dal bianco concilio, ci rattrista oltremodo. Tuttavia avete violato il nostro confine territoriale dichiarando come vostra un'isola entro la scorcio di mondo che i Valar ci hanno affidato in custodia. Dal canto nostro non avevamo alcun interessse a comunicare il nostro dominio sull'isola così rozzamente come voi, soprattutto non riteniamo importante che voi ne siate a conoscenza. Almeno fino a questo momento in cui le vostre bandiere si ostentano a sventolare in balia dei Venti del Doriath in rivolta. Pertanto il Bianco Concilio ha così deciso: L'Aran en'Gondolin Vàlaryn Calad'Agarwaen concede per sua grazia 3 passaggi di luna per sgomberare i vostri baraccamenti fuori dai Territori del Doriath Superiore tutto. Quando il sole sorgerà il quarto giorno, l'Armata Splendente e la furia del popolo Quenya si abbatteranno sul popolo invasore cavalcando per la gloria di Suldanas. Vàlaryn Calad'Agarwaen Aran en'Gondolin *timbro del Tulip* *La pergamena è sigillata con ceralacca raffigurante un drago rosso in campo nero* " appreso quanto accaduto, anche Ghera Scicis, Haran en'Tiond, non perse tempo a comunicare la propria posizione alla città alleata Ondolinde: "*una missiva dalla notevole pregiatezza viene consegnata da un messagero di Tiond a una delle guardie del Tulip, affinchè sia data in mano all'Aran di Ondolinde* Aaye saggio Valaryn, ho saputo con disappunto che le azioni imperialistiche della città di Helcaraxe, puntano l'isola situata nei pressi della Splendente. Non pensavo che la quantità della loro arroganza fosse così vicina a quella della loro stoltezza e di ciò mi rammarico; inoltre, anche nei confronti di noi Sindar hanno tenuto ultimamente atteggiamenti ambigui, se non addirittura ostili. E Sinceramente non ne comprendo il motivo. Ti prego Valaryn, attraverso la tua immensa saggezza, fai in modo di scongiurare il pericolo di una guerra con quei poveri stolti. I pericoli provocati dai portali malefici sono già notevoli e spargere sangue per combattere anche chi dell'arte e della razionalità ha poco, potrebbe essere fatale per Ardania tutta. Se non dovesse essere possibile far comprendere ai nordici l'entità del loro ennesimo errore e quindi farli retrocedere nei loro intenti, la spada di Suldanas che da millenni illumina i Sindar, accompagnerà con orgoglio e devozione la causa di Ondolinde. Non sarà versata nessuna goccia di sangue Quenya con un fratello di Tiond fermo a guardare. Nel nome dell'Alleanza Elfica. Nel nome di Suldanas il Grande. Naamarie *firmato elegantemente* Ghera" Risollevato dalle parole del Fratello e compagno Ghera, Vàlaryn scrisse in tutta risposta che anche lui avrebbe voluto seguire la via della pace: "*una candida pergamena finemente istoriata con rune elfiche dorate viene consegnata al messo Silvano* *la lettera è scritta con grafia elegante in fine inchiostro rosso* Vedui' Fratello Ghera sagge le tue parole , accompagnate da conforto e nuova speranza, confidavo che il popolo elfico fosse unito contro l'invasore. Purtroppo la popolazione barbara ancora non si è resa conto di quanto la furia del popolo elfico vada oltre la loro umana comprensione, per questo noi Quenya dall'alto della nostra lungimiranza, contiamo di poter far ragionare ancora lo Jarl e ritirare e far ritirare le sue truppe. Sto organizzando un'ambasciata, sarei lieto di avere in questa spedizione anche un portavoce Sindar. Che la forza di Suldanas e la grazia di Beltaine guidino ancora una volta i nostri passi Naàmarie Tòron Vàlaryn *infondo al messaggio è disegnato un drago rosso rampante stilizzato* *la pergamena è sigillata con ceralacca raffigurante un drago rosso in campo nero*" Ma i Barbari tardavano a farsi sentire e l'ultimatum era ormai agli sgoccioli

Cronache del Reame Elfico

18 Granaio 268 - Matrimonio di $iriel e Hyywell

* Un invito raffigurante due figure elfiche viene recapitato ai Regnanti della maggior parte delle Città e agli Amici più stretti. La pergamena è di fine filigrana turchese, striata abilmente al punto da sembrar fatta d'onde anzichè di carta. Reca un messaggio sul retro * I saluti più gioiosi, cari Amici ! Siamo lieti d'invitarvi a riunirvi con noi nei pressi della Perla il giorno del Solstizio d'Estate in occasione della Cerimonia del nostro Matrimonio. Avrà luogo il 21 Granaio a mezzo fra l'ora nona e l'ora decima della sera, quando il Sole si unisce all'acqua all'orizzonte del mare nel suo tramonto più lungo. Earlann e Beltaine saranno testimoni delle nostre promesse, benedicendo la nostra unione sull'Acqua e sulla Saggezza. E' gradita conferma della Vostra presenza, per meglio organizzare l'accoglienza. Siate portatori di pace e di auguri fortunati, possiate trascorrere con noi una splendida serata.

Siriel e Hyywell, di Rotiniel

16 Granaio 268 - Demoni infestano il Doriath

Una nuova orda di Demoni è fuoriuscita dal portale nato nel Doriath, centiania di cavalieri oscuri e demoni fiammeggianti hanno messo a ferro e fuoco le foreste che circondano Ilkorim. Allarmati dalla nuova invasione gli eserciti incrociati di Tiond e Ondolinde, comandati rispettivamente dai loro regnanti, Ghera e Vàlaryn, sono riusciti a sbaragliare i servi dell'oscuro, estirpando dal sacro suolo del Doriath il seme del male. Tuttavia il portale ancora si erge tetro, protetto dal Demone Guardiano al quale nessuno si può avvicinare senza essere colto dalla "Mano Nera", la terribile malattia pestilenziale che porta alla morte in pochi giorni. Tuttavia ancora una volta il popolo Elfico ha dimostrato quanto grande sia la sua forza, difendendo con la spada e con la vita le terre donate loro dai Valar nella notte dei tempi.

Cronache Elfiche

12 Granaio 268 - Grande festa a Rotiniel !

* Un gruppo di paggi viene mandato nell'ora dei pasti per le Città più affollate a decantare l'invito della Perla * UDITE UDITE, genti di Ardania ! Quest'oggi dall'ora seconda del meriggio, la Città di Rotiniel è lieta di invitar Voi tutti alla grande festa che si terrà alla Locanda e sulla spiaggia ! Canti, balli, vino e spettacoli ! Accorrete numerosi ! Per la sicurezza di tutti quanti e la buona riuscita della festa, vi preghiamo di non cedere ad intenzioni bellicose, giacchè potreste trovare al desco popoli con i quali siete in dissidio. Lasciate quindi le armi e per qualche ora utilizzate la Perla come campo neutro di tregua e di pace. Anticipatamente vi ringraziamo per la partecipazione !

$iriel, Regina della Perla