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Storia Umana

La storiografia imperiale è solita far iniziare la storia dei Regni Umani con la fondazione del Regno di Hammerheim. Prima di quella data le poche testimonianze raccolte dagli studiosi ci danno solo notizie vaghe di quegli anni lontani. Pare che Hammerheim ( il cui nome in nella lingua degli antichi avrebbe dovuto significare qualcosa di simile a "città-isola") fu fondata da una comunità di pescatori; con il tempo quello che era un semplice villaggio divenne una città ricca di commerci e traffici. Tuttavia la grande ricchezza prodotta si andava concentrando nelle mani di cinque famiglie, che possedevano gran parte della terra. Le cinque famiglie governarono Hammerheim nell'arco di svariate generazioni, cercando sempre di prevalere l'una sull'altra, a volte anche con esiti sanguinosi. Tuttavia questo non impedì alla città di espandersi e rafforzarsi per più di un secolo.

La storia di Hammerheim cambiò radicalmente quando il Consiglio dei Cinque, l'organo di governo dell'aristocrazia, decise che era giunto il momento di espandere il proprio dominio oltre l'isola. Venne allestito un numeroso (per quei tempi) e ben equipaggiato esercito; tutti i maschi giovani e in forze della città vennero arruolati. Comandante in capo dell'esercito di Hammerheim fu nominato un giovane e promettente soldato: Ametraal Da Silva. Fu scelto lui non solo per le capacità di stratega che aveva dimostrato nelle precedenti occasioni, ma anche perchè privo di alcuna discendenza nobiliare e quindi estraneo a tutte le famiglie aristocratiche. Sotto la guida di Ametraal Da Silva le truppe di Hammerheim avanzarono di vittoria in vittoria, colonizzando e sottomettendo le terre del continente. Dopo un anno di conquiste, il Generale, che in patria era ormai considerato alla stregua di un eroe, fece ritorno ad Hammerheim. Nel frattempo le regioni interne del regno avevano vissuto anni di crisi, segnati dalle guerre civili e dalle faide tra famiglie aristocratiche. Le bande assoldate dalle diverse fazioni seminavano morte e distruzione in tutta la città, i commerci andavano sempre più declinando e la popolazione viveva nel terrore. Non c'è dunque da stupirsi se, in tale contesto, l'esercito e il popolo di Hammerheim riponessero ogni loro speranza nel giovane condottiero. Fu così che, con l'appoggio dell'esercito e della popolazione, Ametraal Da Silva ascese al trono di Hammerheim, sconfiggendo ed esiliando le cinque famiglie aristocratiche. Quel lontano giorno di tanti secoli fa venne fondato il Regno di Hammerheim. Esso viene ricordato come "l'anno della Fondazione" o "Primo Anno Imperiale".

 

Gli anni che seguirono l'ascesa al trono di Da Silva furono anni di grande sviluppo e forte espansione. L'Esercito Reale riuscì a trionfare, dopo campagne militari più o meno brevi, su tutte le popolazioni ostili della Regione dei Grandi Fiumi. Hammerheim divenne grande e splendida, le sue mura possenti, il suo esercito comq invincibile, ed i suoi vessilli giunsero a nord sino ai freddi ghiacciai dei monti Orus Maer, e ad est sino alle sponde del profondo Faver. Per oltre cinquant'anni Lord Da Silva governò con forza e saggezza, e il popolo di Hammerheim visse in sicurezza e prosperità sotto la sua guida. Nell'Anno Imperiale 65 Re Ametraal morì, serenamente e alla veneranda età di ottantanove anni, con l'unico rammarico di non aver lasciato eredi maschi. Infatti in vita ebbe un'unica figlia, la bella Leanna, la quale tuttavia non si era ancora sposata con alcuno.

Morendo, Ameetral non sapeva che il pericolo più grande per il suo regno non sarebbero stati i barbari dell'est, nè le mostruose creature dei ghiacci, e neppure i clan orcheschi, ma esso s'annidava nella Capitale, nel suo stesso palazzo.

 

Per tre anni il trono rimase vuoto ed il regno senza una corona. Tuttavia Leanna, che, pur avendo decine di pretendenti, non si decideva a prender marito, governò con equilibrio, dimostrandosi ben presto una buona e valida regina. La giovane regina poteva inoltre contare su di un aiuto prezioso: il Primo Consigliere Archibald Durathor, la cui arte nell'alchimia e nella magia non aveva pari in tutto il regno. Ma un trono vuoto, come si sa, attira e sucita le ambizioni di molti. Zarquon era un giovane discendente della stirpe dei Locrydan, una delle antiche famiglie aristocratiche di Hammerheim, scacciate da Ametraal molti anni prima. La sua discendenza nobiliare gli permetteva di avere molti privilegi nel Regno e molte erano le voci sul suo conto. Alcuni sussurravano che avesse dimestichezza con le Arti Oscure, altri che avesse sue spie dovunque nel Regno; tutti erano comunque concordi nel riconoscergli un grande, seppur occulto, potere. E tutti sapevano che Zarquon desiderava da sempre due sole cose: il trono e la vendetta. Nell'inverno dell'A.I. 69, con grande sorpresa di tutto il regno, Leanna acconsentì alle nozze con Zarquon. Nessuno dubitò che Zarquon avesse usato i suoi malvagi artifici per soggiogare la regina alla sua volontà. Così i timori di molti divennero realtà: Zarquon fu incoronato nuovo regnante di Hammerheim; da quel giorno gli storiografi segnarono l'inizio dei cosiddetti "Anni Bui", che culminarono con la tragica prima invasione.

Zarquon regnò su Hammerheim per circa trent'anni. Per prima cosa tentò di far uccidere Archibald Durathor, ma il mago riuscì a fuggire in tempo nelle aspre terre settentrionali, al di là del freddo Sareen. Nei pochi mesi dopo l'incoronazione il nuovo malvagio re aveva già accentrato ogni potere su di sè, circondadosi di leccapiedi e facendo impiccare chiunque osasse mettere in discussione la sua parola. Ogni elemento valido della vecchia corte fu o ucciso da sicari o mandato in esilio, mentre la popolazione veniva vessata dalle tasse e affamata, Zarquon si arricchiva smodatamente. L'esercito fu sottoposto a feroci purghe, i combattenti più virtuosi e valorosi vennero espulsi; nel giro di dieci anni le truppe reali, corrotte indisciplinate, erano solo un lontano ricordo dei soldati che partirono un secolo prima per conquistare le terre d'Oriente. Se è vero che Zarquon possedeva il controllo di Leanna, tuttavia ella aveva un segreto di cui neanche il Re era a conoscenza. Leanna aveva partorito un figlio, seppur illegittimo, perchè non figlio di Zarquon. Ella, con la poca forza di volontà rimasta, tentò con tutte le forze di nasconderlo al malvagio consorte, e vi riuscì per ben undici anni, spacciandolo per il figlio della governante, insieme alla quale lo crebbe. Tuttavia un giorno Zarquon scoprì l'inganno, e la notte seguente assoldò un gruppo di assassini fidati per uccidere in un agguato sia Leanna che il piccolo Wayle, allora dodicenne. Leanna fu subito avvertita del pericolo che stava per correre, così al calar del sole fuggì a cavallo verso il continente.

Cavalcò a lungo e senza soste, riuscendo anche a superare l'Isola e addentrarsi nelle foreste centrali. Ma il potere di Zarquon andava ben oltre quello di qualsiasi essere umano. Ancora nessuno sa spiegarsi come accadde, ma gli assassini trovarono i due fuggitivi la notte successiva, nell'Est, presso le leggendarie catene montuose ddell' Orquirian, luogo considerato proibito e pericoloso dagli umani. Leanna purtroppo cadde uccisa, ma avvenne qualcosa di molto strano quella notte, qualcosa di inspiegabile. Gli assassini morirono tutti, o quasi; solo uno di loro fu lasciato vivo ed è sulla sua delirante testimonianza che la storiografia si è dovuta basare per ricostruire ciò che accadde. Secondo i suoi racconti di allora, dopo che Leanna era spirata con in braccio il piccolo Wayle, un enorme orso bianco emerse dalle fronde, gli alberi stessi - dice - si facevano da parte al suo passaggio; in pochi secondi l'orso sterminò tutto il gruppo di sicari e, preso nella zampa il corpo ferito di Wayle, lo portò via, nel buio della foresta. L'assassino superstite morì il mattino seguente in preda a forti febbri, e di Wayle nulla si seppe più. Lo stesso Zarquon non si curò molto dell'accaduto e, con somma soddisfazione, lo considerò morto insieme alla madre.

 

Il regno di Zarquon, per quanto segnato dalla miseria, dall'oppressione e dalla paura, fu un regno senza guerre. E questo certo non lo soddisfaceva. Zarquon, a quanto si dice, non voleva passare alla storia come l'unico regnante di Hammerheim che non avesse conquistato territori nel continente. Così, dopo un anno di ferventi preparativi militari, nella primavera dell' A. I. 101 fece marciare le legioni di Hammerheim verso le terre d'Oriente, oltre il Faver, dove nessun esercito aveva osato avventurarsi prima. Per il primo anno tutto sembrò procedere bene, nonostante le pessime condizioni in cui versava l'Esercito Reale. I dispacci ufficiali delle truppe di stanza alle pendici dei monti Orquirian parlano di strani versi e rumori metallici uditi di notte dai soldati, ma, da come poi andarono i fatti, evidentemente nessuno allora prestò molta attenzione alla cosa. La tragedia ebbe inizio un mattino nebbioso di inverno, il campo era coperto di neve e i soldati stremati e senza più provviste, ogni rifornimento era divenuto impossibile e la strada del ritorno era impedita dal maltempo. L'unica cosa che gli uomini di Zarquon udirono fu il lungo stridulo suono di un corno da guerra; poi fu solo morte e distruzione. Migliaia e migliaia di orchi e orchetti sciamarono urlando giù dai pendii innevati dell'Orquirian; in poche ore il campo principale dell'Esercito di Sua Maestà era un mattatoio. Non un soldato tornò a casa dalla sventurata campagna d'Oriente. I Clan orcheschi colpivano per la prima volta uniti, sotto la potente guida di colui che passò alla storia come "Rozmund il Sanguinario", e avanzavano senza sosta verso Occidente. Verso la Capitale. Ogni villaggio era saccheggiato e distrutto; la popolazione fu sottoposta alle più indicibili sofferenze, gli ufficiali reali sgozzati ed impalati, i campi e le case bruciati.

Nel giro di un due anni e mezzo i Clan era arrivati sulla costa occidentale, alle porte della Splendida Hammerehim. Zarquon, vedendo imminente la sconfitta definitiva, si tolse la vita con una mistura di erbe velenose. Erano le ultime lune dell'A.I. 104, ed il Regno di Hammerheim, disgregato e piombato nel disordine, di fatto non esisteva più.

 

Quando ogni speranza per Hammerheim sembrava essere abbandonata, proprio dal selvaggio nord e dal tanto temuto Oriente giunse la salvezza. Mentre Rozmund e i suoi orchi assediavano le mura di Hammerheim, si seppe che "qualcuno" stava attaccando gli orchi a nord e a est. Dalle pianure settentrionali vennero degli uomini incappucciati; le testimonianze di allora li descrivevano come esseri bizzarri e sfuggenti, fragili e affilati nel fisico, ma tanto potenti da far piovere fuoco, evocare mostruose creature e uccidere con gesti e parole arcane. Ai pochi che osavano interrogarli rispondevano di provenire da una città del nord chiamata Edorel. Il fronte settentrionale fu completamente ripulito da ogni campo orchesco; i Clan si trovarono impreparati e disorientati di fronte ad un tale avversario, e ripiegarono verso le montagne. Nel frattempo nelle terre d'Oriente accadevano fatti altrettanto strani. Interi accampamenti degli orchi situati nei pressi della Vecchia Foresta scomparivano nel giro di una notte, e i cadaveri non venivano mai ritrovati. I pochi che riuscivano a salvarsi parlavano di alberi mostruosi che prendevano vita e uccidevano con furia inaudita, e di cavalieri coperti da scintillanti armature che uscivano dalla foresta trucidando ogni orco per poi scomparire all'alba.

Le leggende che con il tempo cominciarono a diffondersi divvenero realtà quando, al principio dell'A.I. 105, sette cavalieri si presentarono ad Hammerheim. Essi si facevano chiamare "Cavalieri di Auron", dal nome - dicevano - del loro maestro e mentore. Erano guidati da un altro cavaliere, il quale, pur non rivelando mai il suo volto, dimostrava un età più matura; alle straordinarie abilità di guerriero assommava grande coraggio e profonda saggezza. L'unica loro richiesta fu che gli fosse concesso di organizzare la resistenza contro gli orchi. Nonostante l'incredulità iniziale del Consiglio Cittadino, la cosa funzionò. Furono arruolati ed addestrati tutti i giovani della città e organizzati in sette divisioni, ognuna guidata da un cavaliere. In poco meno di un anno, nonostante l'assedio, Hammerheim aveva nuovamente un esercito. Il primo giorno dell'A.I 106 le truppe di Hammerheim ruppero l'assedio e cominciarono a marciare verso Oriente.

Nel tempo di due stagioni le sette divisioni reali guadagnarono tutte le Terre d'Occidente, ripristinando l'ordine e la pace. I Clan si asseragliarono sulle sponde del Faver, fortificandole. Ma questo non fu sufficiente. Il terzo giorno di primavera dell'A.I. 107 fu un infausto giorno per gli orchi di Rozmund. L'esercito di Hammerheim sferrò un attacco frontale alla linea nemica, sul Faver. Da nord i maghi dell'Accademia di Edorel, guidati dai loro Primarchi, costrinsero gli orchi a ritirarsi vero Oriente; mentre da sud un vero esercito di enormi alberi semoventi - si dice guidati da Auron, il Gerofante, Gran Druido della Vecchia Foresta - impedivano ogni tentativo di fuga verso sud. Questa, che viene ricordata come la grande "Battaglia del Faver", ebbe luogo sulle rive del fiume Faver, laddove si incrocia con le acque dell'Anduvian, ed impegnò le diverse parti per mesi. Le perdite furono ingenti, per ambedue le fazioni. Ma dopo 75 giorni di combattimenti, Rozmund cadde ucciso per mano del misterioso cavaliere e gli orchi furono presto messi in rotta. Nell'inverno dello stesso anno i Clan, senza più una guida, erano stati ricacciati oltre i monti Orquirian, nell'Estremo Oriente donde erano venuti quasi dieci anni prima.

A garanzia che gli orchi non tornassero più fu costruita un'imponente linea di fortificazioni alle pendici delle catene orientali. Il centro più importante di questa linea difensiva, così vitale per la salvaguardia del Regno, fu la città di Amon.

 

Dopo la vittoria sul Faver, l'esercito tornò trionfalmente alla Capitale e molti dei misteri e delle leggende che si erano diffuse durnate gli anni della guerra furorono risolti e chiariti. Lo sconosciuto cavaliere che aveva guidato Hammerheim alla vittoria si rivelò essere Wayle Da Silva, figlio di Leanna Gaynon, nipote di Ametraal Da Silva, primo Re di Hammerheim. Nell'A.I. 109 Wayle Da Silva ascese al trono e fu incoronato Re. Suoi consiglieri divennero i Sette Cavalieri del Regno. Wayle in seguito spiegò di essere stato cresciuto ed educato da Auron, il Gerofante, insieme ad altri sette ragazzi orfani come lui, nei recessi dei monti Orquirian. Loro dovevano essere lo strumento della rivincita sulle armate di Rozmund il Sanguinario, che le forze della Vecchia Foresta non potevano contrastare da sole. Durante il felice regno di Wayle, si fecero inoltre più intensi i rapporti con il Primarcato di Edorel. Fu poi scoperto che il vecchio Archibald Durathor, fuggito da Hammerheim molti anni prima, durante la dittatura di Zarquon non era rimasto con le mani in mano. Si tramanda che giunse ad uno sperduto villaggio di nome Edorel, in cui prese casa ed in cui proseguì le ricerche di alchimia e gli studi arcani. Dopo pochi anni aprì un' accademia in cui cominciò ad istruire altri come lui. Edorel divenne una città importante e fonte d'attrattiva per molti giovani. L'Accademia dell'Arte di Durathor divene famosa in tutte le terre settentrionali. Egli si guadagnò la fiducia e il governo della città e della regione, e assunse il titolo di Primarca. Ai tempi della battaglia del Faver, Durathor era defunto, ma l'Accademia continuava a funzionare a pieno regime: i discipoli di Durathor erano ora i Dieci Primarchi che governavano Edorel, pur continuando a loro volta ad insegnare ai più giovani studenti dell'Accademia.

Altrettanto sorprendete fu ciò che accadeva in quegli anni dall'altra parte del continente. Da modesta cittadina di contadini e cacciatori, Amon si trasformò in poche decine di anni, nella città più fortificata del Regno, nella punta di diamante della scienza militare dell'epoca. Verso di essa affluivano per essere addestrati migliaia di giovani. Tra le sue mura imponenti trovavano dimora i più valorosi guerrieri del Regno, i veterani delle grandi battaglie del passato così come i giovani più promettenti. Le battaglie con gli orchi furono molte, ma ogni loro tentivo di espugnare amon fallì sempre. Dopo qualche anno i guerrieri di Amon erano divenuti ormai esperti nel tenere sotto controllo ogni tentativo orchesco di invasione. Di battaglia in battaglia, inoltre, affluivano verso Amon numerosi sacerdoti e guaritori, per supportare i soldati del Regno di ritorno dal fronte. Ben presto nella città fortificata di Amon si crearono così due potenti fazioni : la comunità dei guerrieri, al cui vertice vi erano gli ufficiali veterani, e la casta sacerdotale, guidata da un Sommo Sacerdote.

Sebben dalle parti di Amon le truppe reali erano saltuariamente impegnate in brevi scontri con pattuglie degli orchi, nel resto del continente regnava la pace e la prosperità. Re Wayle Da Silva si dimostrò essere ben al di sopra di ogni aspettativa: gli anni del suo regno si ricordano ancora come fra gli anni più felici e gloriosi. Hammerheim divenne, se è possibile, ancora più grande e più ricca. Si svilupparono la scienza e la tecnica; e fu fondata l'Accademia di Storiografia, in cui i miei predecessori iniziarono quel lavoro che ora io sono chiamato a proseguire.

 

Come già si è accennato, Amon acquisì con il passare dei decenni crescente importanza. La seconda generazione di cittadini non sentivano più quell'attaccamento alla Capitale e al Regno che era stato dei loro progenitori, anzi. Al crescere della potenza e quindi dell'autonomia della città, cresceva anche il malcontento della popolazione di Amon verso un Re che, lontano migliaia di leghe, non si curava dei loro problemi: loro dovevano passare la vita a combattere gli orchi in quelle terre di frontiera - molti pensavano - mentre "quelli di Hammerheim" passavano il tempo a divertirsi nella ricca e raffinata Capitale. Nell'A.I. 121 il Senato di Amon, composto da anziani veterani e venerabili sacerdoti, presieduto dal Priore e Sommo Sacerdote Arcadain De Graden, dichiarò l'indipendenza di Amon. Il Re di Hammerheim tentò una mediazione, ma tutto fu vano. Re Wayle peraltro non aveva nessuna intenzione di iniziare una guerra civile, così cedette alle richieste di Amon. All'alba dell'A.I. 122 il Continente si presentava così diviso in tre regioni indipendenti: il Regno di Hammerheim, che si spingeva sino all'Eldrin in direzione nord e fino al Faver verso est; il Primarcato di Edorel a nord e la cosiddetta Repubblica di Amon ad est.

 

Merita una menzione particolare ciò che accade in Edorel tra gli A.I 132 e 140. La città era oramai divenuta un centro di primaria importanza non solo per le regioni circostanti, ma anche per i regni al di là del fiume. Molte delle ricche famiglie di Hammerheim mandavano i propri figli secondogeniti a studiare alla celebre Accademia dell'Arte di Edorel. Il governo della regione, affidato al Magistero dei Primarchi con sede ad Edorel, era sempre stato retto e giudizioso. Nell'A.I 132 Tormod Wardrop fu nominato Rettore dell'Accademia e Sommo Primarca. Egli era stato fra i più brillanti allievi di Durathor, e dopo aver partecipato alla attaglia del Faver, divenne un ottimo e rispettato educatore dell'Accademia. Tuttavia con il tempo Tormod pareva cambiare. L'alta carica che ricopriva cominciò a muovere in lui un sfrenata ambizione e bramosia di ricchezza. Sotto la sua reggenza Edorel si stava trasformando, da ameno luogo di studi, nel parco divertimenti del Continente. Non si fece scrupolo di promuovere la pratica della corruzione e della clientela in seno al Magistero così come in tutte le istituzioni.

Pochi anni dopo aveva già accumulato un enorme patrimonio ed il suo potere risultava grandemente aumentato. Il Magistero fu privato delle sue funzioni e l'intero Primarcato sprofondò nel vizio e nella corruzione.Tormod, che rimaneva un sommo conoscitore delle Arti Arcane, faceva un uso spregiudicato e malvagio della magia. Nel suo delirio di onnipotenza un solo problema lo angosciava: il suo essere mortale; non poteva concepire il fatto che un giorno il suo potere potesse finire per sempre. Così fece costruire dai propri schiavi una grande torre nei recessi più bui della foresta di Edorel, ed in essa allestì un attrezzatissimo laboratorio. Per tutti gli anni seguenti tralasciò ogni altra occupazione per dedicarsi unicamente alla ricerca della formula dell'immortalità. Le assenze sempre più prolungate di Tormod dalla città avvantaggiarono i maghi dell'Accademia, che poterono organizzarsi al meglio per contrastare il suo potere.

Tormod non si faceva vedere da oltre un anno, dunque nell'A.I. 140 i Primarchi dell'Accademia ripristinarono il Magistero, esiliarono i maghi malvagi e corrotti, seguaci di Tormod e misero fine al suo dominio. Di lui nessuno ebbe più notizie. Alcuni individui poco attendibili affermarono di averlo visto vagare di notte nei pressi del cimitero di Edorel. Quel che è certo è che nessun essere umano sano di mente osò più avvicinarsi alla torre di Tormod; ed essa, con il tempo, fu dimenticata insieme al proprio malvagio padrone.

 

Se Tormod era un ricordo del passato, tuttavia i maghi oscuri allontanati dall'Accademia, che furono conosciuti come gli "Esiliati", non si diedero per vinti. Mentre ad Edorel tornava la normalità e la tranquillità, la Congrega degli Esiliati proseguì per molti anni ricerche proprie nell'oscurità di un rifugio segreto tutt'ora sconosciuto. Le loro menti lavoravano per uno unico scopo: la vendetta sul Magistero che li aveva scacciati. All'incirca nell'A.I. 169 anni di duri studi e ricerche furono premiati. Gli Esiliati erano riusciti ad instaurare una comunicazione, seppur instabile, con la Dimensione Infernale. Il loro obbiettivo era quello di evocare un demone sotto il loro controllo per distruggere Edorel. Nel solstizio di inverno, quando la notte è più lunga e senza luna, il lungo e sciagurato Rito d'Evocazione fu compiuto. La risibile illusione di poter controllare un essere tanto potente svanì in pochi secondi: gli Esiliati furono il primo pasto dell'infernale creatura che avevano stoltamente evocato.

Quell'essere, che veniva in quegli anni definito come "la Bestia", cominciò a seminare terrore e morte in tutti i villaggi esterni. Mosso da fame insaziabile e da rabbia per chi l'aveva strappato alla propria dimensione, distrusse ogni forma di vita nel raggio di molte leghe. Migliaia furono le vite umane stroncate dalla Bestia, interi villaggi furono rasi al suolo, e tuttora si posso vedere in quei luoghi i segni dell'antica devastazione. Ma il potere dei Primarchi era grande e si era accresciuto nel tempo. Dopo lunghi studi riuscirono a trovare una soluzione: la Bestia non poteva essere uccisa, ma imprigionata sì. Tutta l'Accademia si mobilitò per l'impresa.

La Bestia fu attirata presso il villaggio di Seliand sulle rive del Sareen, lo scontro fu lungo ed estenuante. Moltissimi persero la vita quel giorno, tra i tanti, anche sei dei dieci Primarchi. Mai Edorel aveva dovuto fronteggiare una minaccia simile. Tuttavia infine i Maghi ebbero la meglio: la Bestia fu imprigionata. Si dice che essa giaccia ora nei recessi d'una antica chiesa sconsacrata, legata in quel luogo da magici vincoli. L'ubicazione della Chiesa rimase volutamente sconosciuta e i Primarchi che operarono l'incantesimo si portarono il segreto nella tomba. Purtroppo si mormora che il potere dell'incantesimo col passare degli anni vada diminuendo e le catene magiche allentandosi...

 

I regni umani vissero in relativa pace per molti decenni. Nell'A.I. 172 Re Wayle, ormai vecchissimo e tuttavia ancora lucido, spirò un notte, senza preavviso. Divenne Re il suo primogenito, Julian. Egli era giovane, e tuttavia già maturo a sufficienza. La sua abilità e saggezza in ogni caso sarebbero state messa alla prova molto presto. Tutto ebbe inizio nell'A.I. 189, quando le sentinelle di Amon cominciarono a notare strani assembramenti di truppe nelle gole e nei valichi degli Orquirian.

I Clan degli orchi, dai tempi di Rozmund, erano sempre rimasti divisi e attaccando separati non avevano mai costituito un problema. Ma negli ultimi tempi qualcosa era cambiato. Intere pattuglie di Amon sparivano durante le perlustrazioni. Quelle che un tempo erano piccole scaramucce diventavano scontri impegnativi e sanguinosi, e le truppe di Amon cominciarono ad avere la peggio. I pochi che riuscivano a tornare in città raccontavano di strani orchi mai visti prima, dalla pelle grigia e più robusta, dagli occhi spiritati ed estremamente astuti in combattimento. Una cosa però era ormai chiara, l'enorme quantità di divisioni orchesche ammassate sugli Orquirian non lasciava dubbi: i Clan avevano ritrovato la loro unità. Si seppe poi cosa era successo.

I Clan furono un giorno contattati da cinque cavalieri, su neri destrieri dall'alito di fuoco, che si dissero emissari del Re Nero, o Surtur, che nella Lingua Antica vuol dire "colui che tutto osserva". Egli voleva da loro obbedienza ed in cambio gli avrebbe garantito la vittoria sui loro nemici di sempre. Gli orchi, per ambizione o per paura, accettarono. I più forti fra loro vennero addestrati e manipolati dai cavalieri in persona, i Luogotenenti Oscuri, citati nelle storie anche come Necrarchi. Questi orchi cambiarono e divennero più forti ed intelligenti, appresero i rudimenti dell'Arte Oscura e come utilizzarla in battaglia; essi venivano chiamati Ulah Kreen. A questi si aggiunsero ben presto altre mostruose creature, che obbedivano solo ai Necrarchi, i quali a loro volta erano le emanazioni di un unica potente volontà: quella di Surtur (detto anche Primo Sacerdote di Vashnaar, Dio delle Tenebre), che dalla sua buia fortezza nelle terre selvagge tutto vedeva.

Per quanto un tale esercito potesse sembrare terrificante, i guardiani di Amon ne videro solo una piccola, piccolissima parte.

 

Nella prima notte di autunno dell'A.I. 191 un imponente esercito di dimensioni mai viste da occhio umano scese dai monti orientali. E non si trattava più degli orchi disordinati e caotici di un tempo; dinanzi le porte di Amon si schierò un esercito disciplinato, compatto, intelligentemente organizzato. L'attacco fu devastante. Dopo solo qualche giorno l'intera linea di fortificazioni orientali fu travolta. L'assedio ad Amon durò ventuno lune; poi la città, l'estrema difesa dei Regni Umani, capitolò nel sangue. Amon fu distrutta completamente, l'esercito messo in rotta e massacrato, la popolazione sterminata con scientifica crudeltà. Solo poche centinaia, tra senatori, guerrieri e sacerdoti riuscirono a salvarsi per tempo, riparando più a nord. Il territorio di Amon precipitò nel caos; si combatteva in ogni campagna o foresta, su ogni fiume ed in ogni angolo di strada. Negli stessi anni più a nord Edorel si trovava a dover fronteggiare un nuovo, inatteso nemico. Nei monti Orus Maer si aprirono enormi caverne e gallerie, da cui cominciarono a fuoriuscire esseri mostruosi: giganti a due teste e ripugnanti creature capaci di rigenerarsi e letali in combattimento. I maghi dell'Accademia dell'Arte intrapresero una battaglia senza quartiere con i "mostri venuti dal freddo". Non appena queste infauste notizie giunsero ad Hammerheim, Re Julian inziò i preparativi per la guerra.

Le forze di Hammerheim erano grandi e temuto il suo esercito. Nel giro di pochi mesi le prime divisioni reali raggiunsero i campi di battaglia dell'est. Nei primi tempi le oscure legioni di Surtur ebbero la meglio, costringendo l'Esercito Reale ad indietreggiare sulla linea difensiva che correva lungo i fiumi Anduvian e Faver. Nell'A.I. 194 gli orchi riuscirono a sfondare le difese del Regno, superarono sia l'Anduvian che il Faver, penetrando nella regione continentale di Hammerheim e dando luogo a scempi e devastazioni inaudite. Per la prima volta dopo quasi un secolo le porte di Hammerheim furono chiuse ed il Ponte dell'Est presidiato e fortificato. Tutto ciò accadeva mentre i maghi di Edorel, costretti continuamente ad arretrare verso l'interno, si barricavano nella città, che fu messa in breve sotto assedio. La fine pareva ormai vicina.

 

Come se non bastasse, al dolore si aggiunse altro dolore. Si è già accennato alle pesanti sconfitte subite dall'Esercito Reale nel primo periodo della Grande Guerra, ma non si è detto che queste non furono dovute solo alla straordinaria forza degli orchi o alla magia nera di Surtur. Un nemico altrettanto potente mieteva centinaia di vittime tra gli uomini, non nel furore della battaglia, bensì nel doloroso silenzio della malattia. Fu la più terribile epidemia che l'uomo avesse mai conosciuto; e tutto ebbe inzio nell'anonimo e pacifico villaggio di Deanad. Correva l'A.I. 193, gli eserciti di Surtur incombevano su Hammerheim ed il terrore si propagò nella regione come un fiume in piena. Gli abitanti di Deanad sapevano che entro l'anno gli orchi sarebbero arrivati al loro villaggio e, essendo una comunità di semplici contadini, si limitarono a pregare riuniti attorno alla loro guida spirituale, il Cappellano del villaggio. Tuttavia il panico aumentava, comprensibilemente, di mese in mese. Nessuno seppe dire che cosa accadde di preciso, forse la ragione andrebbe ricercata nella natura dell'essere umano, ma non è argomento di mia competenza duqnue mi limiterò a narrare gli eventi. Ciò che sappiamo e che gli abitanti di Deanad, in uno strenuo tentativo di salvarsi la vita, rinnegarono la loro fede e si votarono al Dio Oscuro, "colui il cui nome non può essere pronunciato", il dio del Nemico.

A quel punto una sorta di isteria collettiva colpì la popolazione locale. Il Cappellano, che tentò di opporsi, fu orrendamente trucidato e condotto in sacrificio. Fu eretto un altare a Vashnaar, esso veniva adorato giorno e notte, con salmi, preghiere e sacrifici. Prima vennero sacrificati animali, poi uomini e donne, infine, orribile a dirsi, neonati. E il Signore Oscuro si accorse di tanto zelanti seguaci e donò loro la salvezza, la vita eterna. Mai dono fu più sventurato. La popolazione di Deanad conobbe così l'orrore della non-morte. In una sola notte ogni persona del vilaggio fu contagiata da una sconosciuta malattia, che, dopo lunghe sofferenze, li portò alla morte, o, meglio, alla rinascita a nuova vita, come servi di Vashnaar. Gli abitanti di Deanad, ridotti a zombi senza volontà, presero a vagare per il Regno, contagiando ogni forma di vita con ciò che loro chiamavano il "Dono di Vashnaar" e che invece passò alla storia come la Peste Scarlatta, poichè i corpi infetti, prima di terminare la propria esistenza umana, presentavano pustole e macchie di colore rossastro-violaceo.

Circa un quinto dell'Esercito Reale fu colpito dal morbo, con gli esiti catastrofici che si possono immaginare. Oltre un milione di persone morirono in tutto il Regno. Solo la determinazione e la fede in Crom dei sacerdoti sopravvissuti di Amon e il potere millenario dei druidi riuscirono, uniti, a debellare il morbo, nell'A.I. 196.

 

Per quanto la situazione sui campi di battaglia fosse drammatica, Re Julian non era uno sprovveduto. Anzi si dimostrò un abilissimo stratega. Dopo circa due mesi di attenti manovre, avanzamenti, marce e finte ritirate, riuscì a portare le legioni di Surtur esattamente dove voleva. Gli orchi si trovarono chiusi tra l'Anduvian e l'Aben, ad est e a ovest, il Faver a sud e le catene montuose dell'Orus Maer a nord. Questo avveniva a metà dell'A.I. 198. La strategia di accerchiamento di Lord Julian era stata brillante, ma tutti si resero presto conto che non sarebbe stata sufficiente a sconfiggere un tale esercito. Ma l'aiuto giunse inatteso e insperato, da terre lontane di cui persino i più dotti scienziati di Hammerheim ignoravano l'esistenza. Ci basiamo ora sulle testimonianze scritte di chi visse all'epoca questi eventi.

Gli Osservatori di Edorel raccontano di maestose navi dalle vele larghe come campi di grano e scafi grandi come palazzi. Da esse scesero grandi uomini coperti di pellicce e lunghe barbe ornate da trecce e monili in pietra e osso. Dicevano di provenire da una fredda città di nome Helacaraxe. In battaglia non seguivano alcuna strategia in particolare, ma la loro furia era inumana, essi si lanciavano verso il nemico senza timore alcuno, brandendo enormi spade e asce affilate. Persino gli Ulah Kreen, i terribili orchi di Surtur, sussltavano quando udivano risuonare per le valli il peana dei "guerrieri del Nord". Le asce di Helacaraxe ripulirono in pochi mesi la regione di Edorel dagli Ettin e dai Troll, ricacciandoli verso gli Orus Maer e liberarono Edorel dall'assedio. Ma i valorosi guerrieri di Helacaraxe non furono l'unica novità, altri arrivarono da terre ancora più lontane. Nessuno seppe dire come giunsero sul Continente, nessuno ebbe la fortuna di conoscerne uno, e solo pochi ebbero la fortuna di vederli in azione e rimanere vivi per raccontarlo. Le poche descrizioni dell'epoca, per quanto discrdanti tra loro, parlano di esseri umanoidi dal fisico affusolato e agile, dalla pelle argentea e i capelli lunghi e lisci, di svariati e bizzarri colori. I loro lineamenti erano perfetti e pieni di grazia, nessuno pareva presentare segni di invecchiamento o malattia. Tuttavia in battaglia non avevano pietà.

Non scendevano mai in campo aperto, ma cercavano di spingere il nemico verso la foresta più vicina, dove trovava inevitabilmente la morte, crivellato da una selva di frecce. Nessuno sapeva dove si trovavano e quanti era o dove avrebbero colpito, rimane il fatto che il loro contributo fu vitale. Ad essi gli umani diedero il nome di Elfi. Il quindicesimo giorno di Autunno dell'A.I. 199 ebbe luogo quel grande sanguinoso scontro che passò alla storia come la "Battaglia dei Grandi Fiumi". Gli orchi Surtur, i Necrarchi e lo lor infernali creature combatterono senza risparmio contro l'Esercito Reale, supportato sul fronte nord dai maghi di Edorel e dai combattenti di Helacaraxe, mentre da sud e da ovest le squadre di arceri elfici decimavano le retrovie del Nemico. Molti perirono quel giorno, ma combattevano e morivano senza paura, poichè tutti sapevano che quel giorno si decideva il destino del Mondo; e tutti loro saranno sempre ricordati nei secoli dei secoli.

Dopo nove giorni di furiosi combattimenti le armate del Re Nero capitolarono. Gli orchi furono quasi tutti sterminati; i Necrachi riuscirono a fuggire: solo uno di loro fu ucciso da Re Julian in persona, che tuttavia riportò una grave ferita. Alcune leggende narrano che ancora oggi, recandosi in quei luoghi, si possa percepire l'odore del sangue che copiosamente fu versato, e i lamenti dei caduti privati di degna sepoltura.

 

Gli anni che seguirono la Grande Vittoria, furono anni di ricostruzione. Gli Elfi e i guerrieri di Helacaraxe fecero celermente ritorno alle loro terre. Amon fu ricostruita più grande e possente che in passato, in essa fu costruita un'immensa cattedrale, in memoria dei valorosi cittadini di Amon caduti per salvare il Continente. Nella primavera dell'A.I. 214 Re Julian prese in sposa la giovane Alyndra, figlia prediletta di Dweomer Arnoux, Sommo Primarca di Edorel, il quale accettò in questo modo di unire il Primarcato di Edorel al Regno di Hammerheim. Inoltre Re Julian, su pressioni del Primarca, fece costruire ad Hammerheim una nuova sede per la gloriosa Accademia dell'Arte. Allo stesso modo il ricostituito Senato di Amon votò all'unanimità obbedienza a Re Julian. A suggellare solennemente l'alleanza, Re Julian volle che il suo matrimonio si svolgesse nella Sacra Cattedrale di Amon. Il Priore di Amon in persona, il Saggio Asurayan, celebrò il matrimonio.

Nell'A.I. 215 tutte le genti del Continente era riunite sotto un unico vessillo, quello di Hammerheim, e sotto l'autorità di un solo sovrano: Lord Julian Da Silva. Questo periodo passò alla storia come "la Riunificazione". Era nato l'Impero. Ma sventura volle che alll'Imperatore Julian non rimanessero molti anni per godersi la pace del suo neonato impero. Nell'A.I. 221 L'Imperatore morì a seguito dell'antica ferita riportata nel combattimento di tanri anni prima contro uno dei Necrarchi. La ferita era andata di anno in anno peggiorando e nessuno tra i migliori guaritori dell'Impero fu in grado di curarla. Tale era il malvagio potere del Re Nero e dei suoi servitori.

Tre mesi più tardi Alyndra partorì un bambino sano e robusto, cui fu dato il nome di Morgan. Egli sarebbe stato il nuovo Imperatore.

 

Mentre scriviamo si è appena concluso l'A.I. 264. L'Imperatore Morgan Da Silva governa ormai da una decina d'anni. La vita dell'Impero procede serena. Con gli anni sono divenuti più frequenti, per quanto difficili, i contatti diplomatici con Halacaraxe e le Terre degli Elfi. Nei decenni passati molti esploratori imperiali, in gran parte reclutati fra gli eracliani (famosi per la loro capacità di compiere lunghi itinerari) hanno viaggiato a lungo attraverso le Terre Selvagge, fornendoci mappe e indicazioni di quei luoghi. L'Prima Accademia dell'Arte di Edorel, pur superata per grandezza e maestosità dall'Accademia di Hammerheim, continua a formare nuovi esperti nell'Arte Arcana, nel segno della più antica tradizione. Amon è luogo di ritrovo dei più grandi guerrieri dell'Impero, la sua Cattedrale è nota in tutto il Continente e i dai suoi seminarii escono i sacerdoti più esperti e saggi. Hammerheim è sempre più splendida e ricca, in essa fioriscono le scienze, i commerci e gli studi arcani. E tuttavia un'ombra scura incombe sull'Impero: l'occhio di "Colui che tutto osserva" è ancora su di noi. Il Re Nero non è sconfitto, anzi il suo potere è grande ed un giorno tornerà all'attacco. I Clan orcheschi ad oriente sono divisi, ma per quanto ancora? E chi può dire quali altri ignoti pericoli possano giungere dalle Terre Selvagge? Ci rimettiamo alla volontà del nostro beneamato Imperatore. La sua parola è giusta, grande il suo cuore, la sua mano solidale con gli amici e ferma con i nemici. Crom benedica l'Imperatore, sempre sia lodato il suo nome.

0 A.I. – L'anno della Fondazione. Con l'appoggio dell'esercito e della popolazione, Ametraal Da Silva ascende al trono di Hammerheim, sconfiggendo ed esiliando le cinque famiglie aristocratiche

65 A.I – . muore il re Ametraal, e per 3 anni il trono rimane vacante

69 A.I. – Sale al trono di Hammerheim Zarquon dei Locrydan, dando inizio ai cosiddetti "Anni Bui"

101/104 A.I. - La Prima Invasione. I clan orcheschi attaccano Il regno delle Westlands in risposta ad un invasione voluta da re Zarquon. Alle fine con la capitale quasi caduta, il sovrano si toglie la vita.

107 A.I. – Grazie all'aiuto dell'accademia di Edorel e delle forze druidiche di Auron, gli orchi di Rozmund vengono sconfitti. Per garantire i confini del regno viene fondata la fortificazione di Amon (vecchia Amon)

109 A.I. – Wayle Da Silva ascese al trono e viene incoronato Re di Hammerheim

121 A.I. – il Senato di Amon, composto da anziani veterani e venerabili sacerdoti, presieduto dal Priore e Sommo Sacerdote Arcadain De Graden, dichiara l'indipendenza di Amon.

140 A.I. – Tormod Wardrop,Rettore dell'Accademia e Sommo Primarca di Edorel, viene esiliato dai Primarchi non ancora corrotti e privato di ogni carica.

169 A.I. – Gli "Esiliati" da Edorel evocano una terribile e potentissimo demone, "La Bestia" che va subito fuori controllo e comincia a devastare le terre umane, i Primarchi di Edorel la sigillano presso Seliand

172 A.I. – Anno delle Campane. Re Wayle di Hammerheim muore e viene succeduto dal figlio Julian De Silva, suo primogenito.

191/194 A.I. – La Grande Guerra. Le truppe di Surtur attaccano i regni umani. Amon viene immediatamente distrutta da un orda di orchi, Edorel viene incalzata e poi assediata da mostri provenienti dalle montagne ed infine anche Hammerheim si trova sotto assedio orchesco.

193 A.I. – L'anno del "Dono di Vashnaar" .Mentre gli orchi avanzano verso Hammerheim il villaggio di Deanad cade vittima di un terribile morbo, la Peste Scarlatta, che si diffonde poi nel regno e viene fermato solo 3 anni dopo.

199 A.I. – La Battaglia dei Grandi fiumi. L'Esercito Reale hammin, i maghi di Edorel, gli elfi del Doriath ed i Nordici di Helcaraxe uniscono le forze per sconfiggere le truppe di Surtur in questo fatidico anno.

200 A.I. – Amon viene ricostruita in una pianura un poco più a ovest da Re Heron

214 A.I – Anno della Riunificazione: Edorel ed Amon si riuniscono sotto la corona hammin di Lord Julian Da Silva

254 A.I. – Sale al trono di Hammerheim l'imperatore Morgan De Silva.

 

 

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