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Scavata e scolpita nella dura roccia del sottosuolo d'Ardania, nel cuore del regno sotterraneo si erge la maestosa capitale del fiero popolo Djaredin: Kard Dorgast. Al suo interno, per oltre 4000 anni, i nani hanno resistito al pericolo dell'estinzione portato dalla sconfitta della Battaglia Sanguinosa.

Un intricato sistema di canali si dipana nella roccia in modo da fornire alla città la quantità d'aria sufficiente alla sopravvivenza dei suoi abitanti e nel contempo fa da sbocco per il fumo e i vapori che si innalzano dalle numerose fucine. L'acqua viene attinta dal fiume a nord-est di Kard e dal lago sotterraneo che si trova alla sua foce formando un complesso di isolotti fangosi e fertili, dai quali gli Djaredin hanno ricavato un sistema di campi coltivati che hanno costituito il loro sostentamento per secoli. Qui è inoltre presente, su un isolotto più distaccato dagli altri, il Tempio di Dera, costruito con rocce scure e dai riflessi bluastri, quasi un tutt'uno con le nebbie che avvolgono la foce del fiume.

All’entrata sud delle mura che recintano la cittadella interna, scorgiamo numerose fortificazioni militari che continuano per tutto il perimetro; qui è presente la sede dell'Armata Djaredin con i dormitori per i soldati in servizio e le stanze private dell'Archon, così che possa essere sempre debitamente informato di tutto ciò che ne richiede la competenza. Più in là, proseguendo verso l'interno della cittadella, si giunge nel cuore della città, la piazza, dalla quale ci si può recare verso tutti i luoghi importanti per un Djaredin: ad ovest è possibile scorgere la sede della Corporazione dei Segreti e delle Invenzioni, luogo ove tutti gli inventori lavorano alacremente ai loro progetti. Alla fine di questa via è presente la più grande miniera che occhio abbia mai visto, dove centinaia di Djaredin scavano incessantemente le profondità della terra alla ricerca del preziosissimo mithryl.

Sul lato nord si affaccia la più conosciuta locanda di tutto il Regno, la Zitella Inacidita, le cui cantine ospitano la famosa birra scura di radice tanto amata dal popolo dalle lunghe barbe; al suo interno ospita minatori, artigiani e soldati di ritorno dal giro di ronda pronti a scambiare un boccale assieme ad un piatto della cucina tipica del sottosuolo. Spesso le questioni qui vengono risolte in maniera poco ortodossa e le urla dei locandieri alla vista di boccali volanti e sedie spaccate sono cosa abbastanza comune.

Verso est si trovano le botteghe e i negozi; qui vicino è presente la piazza del mercato, scavata in una grotta secondaria. Proseguendo troviamo l'area più antica dell'intera città, sede dei Templi delle divinità Djaredin; risalendo una lunga scalinata si accede al Tempio di Korg, dove un'atmosfera soffusa viene volutamente mantenuta: il grosso della luce proviene infatti dall'altare centrale in cui è accesa la colossale Fiamma di Korg, vegliata dai Rodolan e dal Morgat fin dagli albori della città e che non è mai stata spenta in questi millenni.

A fianco troviamo un edificio dall'aspetto più austero ma altrettanto importante per la cultura Djaredin: trattasi del Tempio di Berzale che si sviluppa prevalentemente ad un livello sottostante la città; in questi saloni in pietra, che prendono il nome di Aule di Berzale, sono racchiuse tutte le conoscenze del Regno di Djare, riguardanti qualsiasi ambito dello scibile djaredin.

Oltre, si notano le ampie sale del palazzo dello Djare. Nella parte più profonda della sala del trono, un cunicolo conduce ad una gigantesca grotta naturale in cui sono sepolti gli Djare del passato: la Grotta dei Re.

Nella zona esterna alle mura lungo la via est si trova una vasta foresta di funghi fossilizzati che gli djaredin usano come combustibile al posto della legna; risorsa fortemente economizzata, lo spreco è severamente punito.

La comunicazione col mondo esterno è possibile mediante un intricato sistema di cunicoli scavati a sud della città che conducono nelle parti più disparate d'Ardania. Le loro dimensioni 'ad altezza di nano' rendono assai difficile, o impossibile in alcuni tratti, il loro attraversamento sul dorso di animali della stazza di un cavallo; in questa zona esterna, ugualmente fortificata, è presente ad est la cava di zolfo, di notevole importanza per una delle colonne portanti dell'economia della Gemma, i genieri, mentre ad ovest troviamo il cunicolo che conduce al porto djaredin ove sono attraccate le Tulinn Kirr, le imbarcazioni a vapore capaci di navigare in qualunque condizione meteorologica.

Oltre a Kard Dorgast gli Djaredin possiedono altri 3 villaggi sotterranei ed altrettanti avamposti fortificati in superficie. La loro ubicazione è però segreta.

Nuran Kar

Sito su un altopiano e protetto dai violenti venti artici grazie alla catena montuosa dell’Orus Maerche lo cinge su ogni lato, il villaggio fu costruito dai primi della razza djaredin che riemersero dal sottosuolo dopo la rottura dei sigilli elfici che li imprigionavano all’interno della montagna.

Impervia e dal clima ostile, Nuran Kar è cinta d’assedio, per quasi dieci mesi l’anno, dalla neve e dal ghiaccio. Al riparo dalle intemperie il clan che vi vive, i Freddalama, nonostante gli sforzi di apertura verso le civiltà di superficie, è lo specchio della razza djaredin: burbero e testardo. Il villaggio non offre molto ai viaggiatori, se non un pasto caldo, un letto, un ricovero per gli animali e, non per ultima, la tanto decantata birra nanica; il tutto all’interno della più grande struttura del villaggio, la “Locanda della Vecchia Quercia Gelata”. Il villaggio ha anche un affaccio sul mare del nord in cui un piccolo molo permette l’attracco ai più arditi navigatori quando il mare non è un’unica lastra di ghiaccio.

 

 

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