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Ondolinde - Tiond - Rotiniel - Ilkorin - Ceoris - Winyandor

Ondolinde, la Bianca città degli elfi di stirpe Quenya, il cui nome significa “Pietra Cantante”, sorge in una valle conosciuta come la Valle Celata, protetta e racchiusa naturalmente dalla catena montuosa degli Elvenquist. Densa di fascino e di mistero, Ondolinde è sempre rimasta preclusa negli accessi ai non appartenenti alla stirpe degli Alti, consentendo la sua vista alle altri stirpi solo se appartenenti alle città elfiche sorelle.

Fu voluta e fondata da Finwerin Eldamar, primo Aran di Ondolinde, che fece edificare la cittadella su di un’isoletta al centro della valle, circondata da cristalline acque che rendono fertili le terre circostanti. Edificata con una particolare pietra bianca, l’Ondolosse, che si estrae solo sui monti Elvenquist, Ondolinde è la città elfica più ricercata e curata nelle decorazioni, leggendari sono i suoi palazzi e le statue, i fregi e le iscrizioni antiche tra le vie candide e le costruzioni di azzurro e dorato.

La pianta della cittadella è circolare e il suo culmine è il Palazzo Reale alla cui base sorge il Tempio dove viene custodito l’Albero della Vita, il Tulip, reliquia sacra di tutte le stirpi elfiche. Maestosi ed imponenti sono gli edifici dedicati all’organo armato, importante e più antica istituzione della città, agli ordini sacerdotali e degli studi arcani.

Elegante in ogni suo particolare, Ondolinde è un continuo alternarsi di fiori, giardini e fontane regolati con un ordine sempre armonioso e delicato, chiara di giorno e luminosa di notte. Le arti sono al centro di ogni attività, gli artisti tramandano bellezze e storie e ogni cosa della città rimanda ad una cura del bello inimmaginabile in altre città di Ardania. Le statue degli dei elfici, i Valar, così come i monumenti storici, sorgono al centro della città dove si trova anche il più grande telescopio delle terre conosciute, voluto da Finwerin stesso per permettere agli studiosi Quenya di approfondire le conoscenze sugli astri celesti.

La valle attorno all’isoletta ospita le abitazioni elfiche, i campi fertili ed il più grande tempio dedicato a Beltaine, prima divinità della città, edificato accanto al Bosco Antico i cui colori sono unici in tutto il Doriath e le leggende che lo accompagnano custodite gelosamente dal popolo degli Alti. La sorgente di acqua pura che sgorga dai monti Elwenquist, dà principio al lago al centro della valle, dove la cittadella è resa accessibile con maestosi ponti in pietra candida. Il porto ampio ed il suo faro permettono l’attracco direttamente nella Valle, nell’unico punto ove si trova un valico tra gli alti monti.

Ondoline oggi

La città dei Quenya è governata dal primogenito di Finwerin Eldamar, Makindur, tornato ad Ondolinde dopo un lungo e misterioso viaggio. L’Aran guida la città voluta da suo padre con Pazienza, Saggezza e Lungimiranza, le tre stelle virtuose alle quali gli Alti fanno riferimento come prime virtù da seguire, attraverso il codice antico etico dei Geis che regolamenta le questioni morali e pratiche. L’Armata Splendente è l’organo che comprende le Guardie Reali, le Sentinelle della Valle e le divisioni attive nella protezione del popolo e del Doriath del nord, continuando una tradizione dedita all’ordine ed all’arte bellica tipica da sempre di questa stirpe elfica.

Importante è il sapere magico, in mano ai sapienti della città Bianca che tradizionalmente ha sempre dedicato molto allo studio, alla ricerca ed alla crescita della Conoscenza, in un fedele continuo riferimento sia ai dettami di Earlann che di Morrigan.

Capitale del culto religioso elfico, Ondolinde cura e preserva il Tulip, ponendosi come protettrice della reliquia sacra e custode dei più antichi e musicali rituali elfici.

 

 

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