Tiond : Usi , Costuimi , Religioni
Ghera , Haran di Tiond


Ogniqualvolta una creatura varca i confini della Grande Foresta che accoglie Tiond, non può fare a meno di sentirsi circondata da una atmosfera di immutabilità, quasi percependo che il luogo dove si trova è rimasto completamente immutato da secoli, o addirittura millenni. L'impressione, invece che decrescere, si acuisce sempre di più quanto maggiore è il tempo passato all'interno di essa, e ancora di più quando si procede ove il verde si fa più scuro e fitto.
Infine, si giunge alle porte del villaggio di Tiond.

La citta’ non ha mura, poiché esse sono costituite dagli stessi Sindar che lo abitano. Ma non e’ facile scoprire la segreta porta di accesso al Villaggio arboreo e lo stretto passaggio e’ sempre custodito e si apre ospitale agli amici ma e’ orgogliosamente difeso e negato a coloro che con spirito bellicoso vogliono varcarlo. Gli Elfi della Foresta ritengono sacra ogni goccia del loro sangue ed per questo che salutano come fratelli anche i mezz’elfi la cui madre sia Sindar e li accettano e offrono loro cittadinanza a Tiond essendo anche loro custodi del sangue dell’antica primogenitura. L'ospitalità è sacra, ma se colui che si presenta è di razza umana, non giunge all'entrata del villaggio senza essere già stato segretamente seguito dai “Guardiani del Guado”. La diffidenza verso coloro che hanno origini al di là del mare è grande, poiché i Sindar temono che possa turbare il delicato equilibrio che regna da secoli nella Foresta. E' assai difficile che un umano possa sostare a lungo a Tiond, o che riesca a stringere un legame con il luogo, che non sia dettato dalla meraviglia e dal desiderio di tornare nella Verde città costruita sugli alberi; tuttavia, quando questo accade, chiunque viaggi nel Doriath con una certa frequenza lo conoscerà come "Amico degli Elfi".

Gli elfi silvani venerano la natura e la maggior parte delle sue espressioni, in particolare gli Dei Suldanas, Beltaine ed Earlan. Essi credono che ogni cosa sia composta da tre parti: l'anima, la forza vitale e la corazza di materia. L'anima è il pensiero ed è un'essenza eterea ed immutabile. Essa risiede quando non si trova nel mondo materiale organizzata in comunità ideali nei piani dimensionali esterni e possiede per certi versi caratteristiche paragonabili ad una divinità. La forza vitale è un'energia che esiste ovunque e sono una sua espressione le stelle, il calore, ma anche la luce e i moti dei corpi. Ogni volta che un'anima arriva a contatto con della forza vitale nasce una vita. Gli elfi silvani credono che anche i sassi e gli altri oggetti abbiano un'anima, ma che lei comunichi semplicemente in un altro modo e per questo motivo non è possibile comprenderla o percepirla. L'anima perde subito tutte le sue conoscenze, ma mantiene un'impronta della sua vita passata che gli elfi chiamano la predestinazione.

Con quest'unione la forza vitale crea attorno all'anima uno strato solido chiamato corazza di materia che dona all'anima la possibilità di interagire con il mondo. Una volta che la corazza viene ferita la forza vitale interna ripara il danno, ma così facendo s'indebolisce sempre più, fino a che, consumata, libera l'anima, che ritorna nelle città innominabili, e la creatura muore.