Tiond : Brevi Cenni di Storia
Ghera , Haran di Tiond

Gli elfi silvani vivono nell'immensa foresta incantata di Doriath dalla notte dei tempi. La loro tradizione orale ricorda antichissimi eventi quali la nascita della catena montuosa dell'Elvenquist, la formazione delle prime comunità e clan e i primi scontri con i pelleverde. Ai bordi del bosco sacro le sue case si confondono con la natura circostante. Gli Antichi fecero agli elfi il grande dono della magia, addestrandoli fino a farli diventare I più grandi detentori di questo grande segreto. Purtroppo gli Antichi sparirono dal nostro mondo per cause che nessuno saprà mai.
Gli elfi iniziarono da allora la loro epoca d’oro. Fondarono città nell'Hildoriath,. Durante questo periodo vi furono grandi battaglie per scacciare gli orchi.
La vita procedeva tranquilla per gli elfi dopo aver vinto la loro guerra. Purtroppo tutto ciò che è bello è destinato a non durare. Dopo 200-300 anni dall’ultima sconfitta degli orchetti, l'Hildoriath visse momenti neri e funesti. Molto presto vi fu una spaccatura nella società elfica e scoppiò una sanguinosissima guerra civile fra le tre casate elfiche. All'inizio i Sindar si dichiararono neutrali ma quando fu chiaro che la casata dei Drow intendeva conquistare con la forza l'egemonia dell'Hildoriath, si schierarono a fianco dei Quenya. La guerra fu asprissima e costò numerosissime vittime. Alla fine però i Quenya e i Sindar ebbero la meglio e riuscirono a allontanare gli elfi che verranno poi denominati Scuri.
I Quenya decisero di andare verso il nord e di fondare una città il cui nome è Ondolinde, mentre i Sindar, estremamente legati alla tradizione e alla loro storia, decisero di continuare a vivere nella foresta di Doriath, disprezzando le grandi mura e gli edifici in muratura. I Drow vennero esiliati e si diressero verso il sud dell'Hildoriath.
Dopo l’esilio dei Drow e la dipartita dei Quenya, nella foreste dell’Hildoriath rimasero i soli Sindar.
La saggia ed equilibrata Arabella, guida spirituale della Casata Sindar, chiamò tutti i suoi fratelli a raccolta sotto i grandi alberi del Doriath, la fitta foresta che ricopre le regioni centrali del continente Elfico.
Essi ne divennero i protettori e costruirono grandi villaggi sugli alberi, in cui vivevano e vivono tuttora in totale armonia con la natura e i suoi elementi. Il loro straordinario e intricato complesso di capanne e pontili diede forma ad una grande città nel cuore della foresta, chiamata Tiond. Al contrario degli altri elfi, i Sindar, o "Elfi Silvani" come furono poi chiamati, preferirono sin dall’inizio l'isolamento dei loro boschi all'esplorazione di nuove terre. Da allora i temuti Cacciatori Sindar vegliano attentamente ma discretamente sul Doriath, difendendone i confini a prezzo della loro stessa vita. Gli “Elfi Silvani” divennero così tutt'uno con la foresta, vivendo e prosperando in simbiosi con le altre creature del bosco; si dice che gli alberi stessi obbediscano al volere dei sacerdoti Sindar. Arabella fu incoronata Regina del Doriath e su di esso regnò con equilibrio e giustizia per gli anni che seguirono.
Negli ultimi anni Tiond e il Doriath hanno conosciuto tempi armoniosi e di prosperità, funestati e fatti cessare improvvisamente con l'assassinio della Regina Arabella. Molto probabilmente la Regina è stata uccisa da un gruppo di Drow. In seguito alla fine della guerra dei 100 anni, si sono perse le tracce e le informazioni riguardanti i Drow: nemmeno i Sindar sanno con precisione quanti siano, dove abitino e che intenzioni abbiano.


L’ERA DEGLI HARAN. AGAR EN’ NIMBRETH.

Fu con la morte della mitica Regina Arabella, esempio di Saggezza e di profondo legame con la natura, che inizio’ l’Era degli Haran
Il popolo dei Sindar si era disperso lungo le terre di Ardania sfuggendo alla terribile carestia che aveva colpito il Doriath a seguito delle incursioni del nero popolo dei Drow che porto’ alla morte della Regina..
E fu Agar En’Nimbreth, figlio di Arabella, a riunire e richiamare il Popolo. Ed egli mostro’ la forza della stirpe Sindar e invoco’ il volere di Suldanas affinche’ gli Elfi dei Boschi udissero il richiamo.
Presto sulle gigantesce querce di tiond risuono’ l’antico idioma Sindarin e l’Haran parlo’ al suo popolo e con tono solenne egli traccio’ la Via da percorrere.
Egli parlo’ dell’antico Tempo e del dono che Beltaine fece ai suoi figli prediletti, e i Sindar ascoltarono e seppero che un unico sangue scorreva in loro e che la loro forza risiedeva nel rispetto della loro unica progenitura. Essi capirono e si guardarono l’un l’altro come fratelli e un’ unica Via essi scelsero di Percorrere: la “Via Elfica”, per la quale “… nessun elfo, per azione o inazione, possa causare danno ad un altro fratello”.
Per tutte le terre si alzo’ il richiamo dell’Haran e gli elfi tornarono alla loro casa e Tiond crebbe e prospero’. Le gesta dei “Cacciatori di Tiond” si sparsero per tutta Ardania e molto fu ammirata la profonda saggezza del Re.
La minaccia dei Drow era sempre presente ed erano terribili le lotte contro i Fratelli Oscuri fino a che la loro subdola strategia offusco’ le menti Elfe e Umane che si accanirono nella disputa di una Reliquia , un artefatto divino di origine dubbia che venne rivendicato da tutti i popoli e che porto’ a una terribile guerra di razze che insanguino’ le terre di Ardania.
Il molto sangue versato riporto’ alla ragione i popoli e la guerra’ finì lasciando pero’ una scia di rancori e di separazioni ancora piu’ marcate tra umani e Elfi.
Un gruppo di briganti capeggiati da Alì Kall inizio’ a perseguitare e uccidere gli elfi e le loro scorribande arrivarono fin nel cuore del Doriath. Le forze del male si impadronirono di questi uomini perduti e Kirowon, L’Antipaladino, li uso’ come strumenti di morte al servizio del Signore del Male.
Agar En’ Nimbreth, l’Haran, “Il Primo”, combatte’ senza tregua contro i briganti e le forze malefiche ma Kiron portava dentro di se’ la forza malefica di Surtur e nell’ultima terribile battaglia Haran Nimbreth cadde vinto lasciando distrutti dal dolore i fratelli Sindar.


L’ERA DEGLI HARAN. JERZAT.

La scomparsa di Nimbreth lascio’ smarriti e col cuore gravato dalla terribile perdita i cittadini di Tiond ed essi videro nel Giovane mago Jerzat il successore indicato dal “Primo” Haran.
Egli aveva viaggiato a lungo e conosciuto i popoli e studiato le loro usanze. Aveva vissuto diverse esperienze e forgiato la sua tempra assieme a un gruppo di combattenti ma sempre aveva amato la sua tiond. Jerzat tornava alla sua terra e raccontava dei popoli oltre il mare e dei loro caratteri e delle loro esperienze e Nimbreth lo accoglieva con considerazione e vedeva crescere in lui una grande forza e decise che sarebbe stato il suo allievo prediletto e Jerzat pose la sua grande sapienza nelle mani del re. Alla morte dell’haran chiamo’ i fratelli accanto a se’ e con coraggio li riorganizzo’ e rafforzo’ le difese della citta’.
Tiond mantenne, durante il regno di Haran Jerzat, rapporti di amicizia col popolo dei Quenya e continuo’ la politica di riavvicinamento aperta dal “Primo Haran” partecipando alle periodiche riunioni del Concilio di Ondolinde.
I fatti luttuosi del passato portarono Tiond a una maggiore diffidenza verso gli stranieri che porto’ alla ricerca di un maggiore isolamento ma questo non impedi’ che il suolo della citta’ fosse ancora macchiato dal sangue dei fratelli vittime di briganti e di terribili invasioni malefiche.
Haran Jerzat decise che doveva conquistare la verita’. Egli partì alla ricerca di risposte sulla sorte dei Sindar, capì che era giunto il tempo del cambiamento. Molti erano i segni che annunciavano qualcosa nell’aria e le sorti del popolo primigenio erano sospese.
Jerzat partì per mete impossibili e lascio’ il comando nelle mani di Meriadoc. I sindar guardarono con fiducia al nuovo Haran ma non vi era piu’ tempo per Tiond.


L’ERA DEGLI HARAN. L’ESODO.

Un velo scuro come di morte sembro’ percorrere il Doriath. Il troppo sangue versato sembrava avesse raggiunto le zolle piu’ profonde. Il sacro suolo di Tiond si inaridi’ e le erbe ingiallirono e le radici delle grandi querce si rattrappirono e si contorsero come in agonia. I tronchi maestosi si aprirono in larghe ferite, le foglie lentamente abbandonarono i rami e la sacralita’ del luogo fu contaminata dall’ arsura del male. Il popolo vide che il tempo era finito in quel luogo. La Sacra Pietra della citta’ fu caricata sui cavalli, il Gran Sacerdote benisse i fratelli ed essi iniziarono la marcia alla ricerca di una nuova terra decisa dagli Dei.
I sindar avevano la certezza che esisteva un luogo tra i fiumi in cui i semi delle sacre querce avrebbero germogliato ed essi mandarono degli esploratori alla ricerca. Haran Meriadoc, l’ultimo degli haran, parti’ con uno di questi gruppi ben presto le loro tracce si persero e alcuni raccontano che essi abbiano solcato gli oceani e raggiunto le terre dei padri; altri fratelli non raggiunsero mai il luogo destinato e si persero lungo le vie di Ardania. La vecchia citta’ Arborea fu ingoiata dalle sterpaglie, per qualche tempo alcune tracce rimasero delle costruzioni poi la foresta selvaggia ingoio’ tutto. Tiond scomparve.
I sindar viaggiarono verso ovest e guadarono il fiume e giunsero nella piana di Ilkarin. Attraversarono la grande pianura e si addentrarono nella quasi inesplorata foresta di Earlann e lì, nelle profondita’ dei boschi, giunsero alle anse del fiume che bagnava quelle terre e videro che i semi delle Sacre Querce affondavano le radici nelle fertili acque e grandi e possenti gli alberi crescevano e i loro rami si aprivano ampi e possenti verso l’alto come se attendessero l’arrivo dei figli di Beltaine. E qui i Tel Quessir si fermarono e su quell’abbraccio posero i loro Flat e sulle piattaforme costruirono le loro case e grati agli Dei essi innalzarono canti in loro onore e fecero una promessa che li avrebbe profondamente legati a quei luoghi: avrebbero onorato Suldanas difendendo con la forza del Drago la nuova terra.
Ed essi resero grazie ad Earlann che li aveva accolti sulle sue acque e chiamarono quel fiume Salkien Duin, per la forma danzante delle sue anse che, fertili, correvano sinuose nella foresta.


I TEL’ NELDE TARMARIM


Le antiche querce avvizzirono, profanate dai piedi degli invasori e insanguinate dall’odio delle guerre. Le case marcirono, i flat crollarono. Tiond scomparve avvolta dalle sterpaglie selvagge.
Tre rimasero, tre Sindar del tempo degli haran.
L’esodo dalla foresta del sud del Doriath li vide marciare alla ricerca della nuova terra. L’ultimo degli Haran si avvio’ davanti a loro alla ricerca di mille risposte e il suo cuore portava il peso dell’antica Tiond e la sua schiena si curvo’ sotto il peso del tempo ed egli cerco’ la strada dei padri. A lungo vago’ e i Tre attesero il suo ritorno finche’ seppero che la sua strada era segnata e che egli aveva raggiunto la gloria dei Valar.
I Tre chiamarono i fratelli rimasti e giunsero nelle foreste del Doriath Occidentale la’ dove Earlann muove le acque dei fiumi e le dispone in una danza fertile e gioiosa; e su quelle sponde i semi delle antiche querce germogliarono e crebbero vigorose e su quei rami si intrecciarono i Flat e sorsero le abitazioni. E Tiond nacque.
E fu chiamato Salkien Duin quel fiume che generoso accolse il popolo: il Fiume Danzante.
Fu allora che, raccogliendo l’eredita’ degli antichi Haran, i tre Sindar del tempo antico, coloro che avevano incrociato i passi degli antichi re, si posero alla guida della citta’. Dalle fondamenta del passato essi posero i sostegni della nuova Tiond:.
Tre Pilastri, i "TEL’NELDE TARMARIM”
Essi provvedono ad indicare e custodire i tre fondamenti del popolo Sindar:
La Via Elfica, l’Equilibrio con la natura, e la Fede negli Dei.
Tre Pilastri le cui sommita’ si fondono e si integrano per un unico intento: sostenere la Verde Tiond e guidarne il popolo.
E il loro nome viene inciso sulla Sacra Pietra affinche’ esso non venga dimenticato:
- TARMA TEL’SELDARINE: così fu chiamato il Sacerdote Mithras, Pilastro della Fede. Ed egli parlera’ agli dei protettori dei Sindar e interpretera’ il loro volere e provvedera’ alla loro celebrazione.
- TARMA TEL’NOMIN: così fu chiamato Nexehi Old Horn, Pilastro della Saggezza, arcere di Suldanas, braccio dell’orgoglio del Dio nel nome dell’equilibrio della natura e della pace del suo popolo.
- TARMA TEL’NEMENDALIE: così fu chiamata Galadriel, Pilastro della Via Elfica, aedo di Beltaine, guida dei fratelli nel percorso della Via, custode degli antichi scritti e della memoria dei Sindar.
Il popolo Sindar si riuni’ gioioso e canti di bardi celebrarono l’avvenimento della Fondazione
E il popolo decise che mai piu’ avrebbero tollerato che le forze avverse costringessero i Sindar all’esodo. Essi avrebbero difeso quel territorio con la forza possente di Suldanas ed un Drago Sacro posero a simbolo di quella promessa.
E i Tre si avviano alla guida del popolo lungo il percorso tracciato dai padri e una nuova era si apre.