GLI ULTIMI ANNI

Negli ultimi tre anni, le ordinarie scaramucce ai confini dell’Impero contro i clan orcheschi divennero cosa sempre più frequente. I Primarchi si consultarono, le nuove scoperte nell’arte dell’Alchimia davano ottimi frutti e la disciplina e il valore dei maghi dell’Accademia erano ormai riconosciuti anche dalla gerarchia militare.
Si decise quindi la mobilitazione di massa delle “Truppe di prestigiatori”, come venivano chiamate dai commilitoni le forze fornite dall’Accademia.
Si cercava la soluzione finale, i “parassiti verdi” dovevano essere debellati per sempre o comunque resi inoffensivi!
Le cose non andarono come si sperava…ogni vittoria, invece di abbattere il morale dei nemici, li galvanizzava e li rendeva più determinati; i nuovi ritrovati della scienza non portarono i benefici sperati, gli orridi esseri rispondevano colpo su colpo ed invece di diminuire il loro numero pareva aumentare.
I maghi trovarono negli sciamani orchi dei degni avversari; il loro potere non deriva dallo studio ma direttamente dai propri corpi, essi non ne sono padroni totalmente, per cui credono siano favori mandati dagli dei.
Finché, soltanto sette mesi fa, il Quindicesimo Dodecabrullo del 265esimo Anno Imperiale, avvenne l’impensabile. Sfruttando l’oscurità, un piccolo drappello di goblin di nero ammantati riuscì a penetrare nel campo imperiale. Si diressero velocemente verso le tende dei Primarchi, vi si pararono innanzi incuranti dell’altolà delle guardie, vi si buttarono contro e all’unisono si fecero esplodere.
Era il segnale: l’orda avanzò compatta, fiduciosa di sfruttare la confusione e la disorganizzazione regnante nel campo nemico; i maghi e le truppe di Edorel, senza le proprie guide, non sapevano cosa fare e cosa attendersi. Garreth Elcaster, figlio di un Primarca e comandante di una legione di fanti edoreniani riuscì a radunare le truppe della sua città, preparandosi all’impatto della marea urlante. Intanto un uomo, gettando alle spalle la disperazione e raccogliendo gli ultimi bricioli di determinazione rimasti, adunava i pochi maghi sopravvissuti. Egli era Astandir Enderel, comandante di una piccola divisone di maghi, stratega assai abile, seppur dal temperamento sanguigno e troppo spesso ardito.
Comandati da Astandir, gli stregoni riuscirono ad aggirare il nemico, portandosi al fianco dello schieramento. La sete di vendetta e il desiderio di riscatto mossero i cuori e le menti di quegli uomini coraggiosi, i quali lanciarono incantesimi fino allo stremo delle forze, una tempesta di fuoco pioveva sui nemici, esseri abnormi prendevano vita dalla scomposizione degli elementi, il campo di battaglia veniva continuamente scosso da tremori.
Dall’altra parte Garreth riuscì a sfondare il centro dell’accerchiamento, spinse i suoi uomini come un cuneo e riuscì a congiungersi con le truppe di Amon, letali e fredde come pugnali.

L’alba trovò il campo ingombro di morti, crivellato da crateri, pieno delle urla degli agonizzanti, ma degli orchi non vi era più traccia: l’assedio era terminato, l’esercito orchesco era stato respinto e per qualche tempo non avrebbe rialzato la testa.
Senza più una guida, gli Edoreniani acclamarono Garreth Elcaster sovrano della città, poiché il Primarcato era stato spazzato via e non vi erano abbastanza maghi per ricostituirlo. I cittadini volevano il comando di un uomo d’azione, un uomo forte e non più l’equilibro e la ponderatezza dimostrati dai Reggenti Studiosi.
L’Imperatore Morgan da Silva, saputi i fatti, chiamò a se Astandir Enderel come consigliere e stratega militare, il quale venne anche nominato Rettore dell’Accademia delle Arti Arcane. Egli ritornò ad Hammerheim con il compito di riorganizzare l’Accademia e riportarla allo splendore dei tempi antichi, affinché ogni cittadino potesse andarne fiero. Come Rettore dell’Accademia di Edorel, egli scelse un compagno di battaglia, Ardanos McBarlow, uomo coraggioso e dalla mente astuta, spesso presente nei momenti cruciali e determinante in quei giorni di combattimento.

Lo Statuto odierno non deriva perciò dall’evoluzione delle regole antiche, ma da una totale opera di revisione e riorganizzazione iniziata dal Sommo Astandir, seppur basandosi sugli antichi precetti.