STORIA RECENTE : ANNO IMPERIALE 266

Sotto la guida del Tetrarca Anziano Astandir Enderel e del Sommo Tetrarca Ardanos McBarlow, titolo riservato in quei tempi alla guida della sede distaccata di Edorel,l’Accademia risorse dalle propie ceneri, acquisendo ogni giorno nuovi membri, riacquistando le antiche conoscenze e intraprendendo nuove strade e nuovi sentieri alla ricerca della sapienza, a beneficio dell’intera umanità.

Nei primi mesi del proprio operato,l’Accademia concentrò tutto il suo lavoro sull’istruzione e sull’educazione dei propri apprendisti, riallacciando i rapporti con ogni Regno e comunità umana e stabilendo le basi per una reciproca collaborazione con le autorità dei Regni elfici.

Le due sedi, seppur profondamente unite negli intenti e nella gerarchia amministrativa, godevano di relativa indipendenza, procedendo per sentieri leggermente diversi, con una piccola dose di competizione tra i rispettivi membri. Questo meccanismo permise di recuperare velocemente le conoscenze perdute e di fare passi da gigante nell’acquisizione di nuove nozioni, oltre a creare un solido gruppo di studiosi assai affiatato.

In alcuni membri vennero scoperte doti belliche e strategiche e in questo senso vennero istruiti, affinchè fecero uso al combattimento e potessero applicare le proprie conoscenze all’arte della guerra, a difesa della pace e a beneficio delle genti dell’Impero.
Fondamentale fu, in quei primi mesi di attività, il contributo dell’Accademia alla disfatta del gruppo di briganti infestanti i regni umani, capitanato dal sanguinario quanto implacabile Kalim Kall, il cui nome ancor oggi riecheggia,nelle notti buie di inverno, nelle storie davanti al focolare o come spauraccchio per i bambini, assieme a quello del compagno Valorium Darkbane.

Venne poi il tempo delle ondate razziste: numerosi elfi, raminghi e esiliati dalla propria terra, vagavano nei territori dell’Impero alla cerca di un qualsiasi bersaglio ove sfogare il proprio odio e il proprio rancore. L’astio già esistente fra le razze venne ad acuirsi proprio nel momento di maggior bisogno di unione, poichè forze oscure di un passato antico si stavano muovendo minacciosi senza discernere tra ricchi, poveri, nobili o plebei.
Molto sangue scorse e molti crimini vennero perpetrati in quei lunghi,dolorosi mesi,anche da parte di esponenti di spicco delle nobili casate elfiche ora al potere nei rispettivi regni, spesso avvalendosi dell’alleanza dettata dal comune piacere di uccidere e saccheggiare con il folto gruppo di briganti infestanti i possedimenti imperiali.
L’Accademia offrì il prorio contributo e si impegnò costantemente per difendere le città dagli invasori e probabilmente,senza quell’aiuto, la storia attuale non sarebbe quella che oggi conosciamo.
I crimini non cessarono nemmeno quando,dopo secoli di isolamento, Ondolinde la Splendente aprì le proprie porte al mondo, richiamando ogni esule alla propria terra; inoltre il contrasto scivolò sempre piu in direzione del puro integralismo religioso, poichè venne ritrovata una Reliquia riconosciuta da ambo i popoli come appartenente alla propria tradizione e da entrambi rivendicata.

L’Imperatore riunì i suoi Consiglieri, vassalli e alleati e decise di scendere in battaglia una volta per tutte, affinchè si potesse mettere un freno alla superbia elfica.
In quel fatidico giorno, la confusione e il caos regnarono sovrani, schiacciando sotto i propri calzari qualsiasi sentimento o gesto di pietà. La carneficina fu tale in entrambi gli schieramenti,da non permettere di distinguere nè vincitore nè vinto; a detta di tutti, l’unica vinta fu la Giustizia, la quale venne pronfondamente violentata e umiliata.
Si arrivò comunque ad una pace proficua per entrambe le razze,che permise un pacifico rapporto di convivenza e di collaborazione che continua tuttora, nonostante gli ovvi contrasti per le diversità di usi, costumi, ideali e comportamenti.

In questo relativo periodo di pace, l’Accademia accrebbe la propia influenza e il proprio potere, nonostante il grave colpo infertole dalla dipartita verso luoghi ignoti, alla ricerca di chissa quali estreme conoscenze, del Sommo Tetrarca Ardanos McBarlow, impareggiabile artefice e costruttore della gloria di Edorel e della sua Accademia, ottenuta plasmando l’antica ricchezza intellettuale depositatasi nelle fodamenta, assieme all’energia nuova dei molti, giovani membri il cui pensiero venne forgiato attraverso i dettami del pensiero accademico.

Vennero perciò nominati in quei giorni tre dei Tetrarchi attuali,e cioè il Tetrarca della Notte Valin Vathalas, il quale per le sue doti di prudenza, moderazione e intelligenza venne anche posto alla di guida della sezione di Edorel, il Tetrarca del Tramonto Oskatat, sferza di fuoco distintasi nelle battaglie contro gli elfi e i briganti per le sue valide abilità in combattimento e per l’innata lungimiranza politica, il Tetrarca dell’Alba William McLane, per le sue straordinarie doti di combattimento e la straorindaria intelligenza dimostrata nell’insegnamento e nella predizione degli eventi.

Durante il mese di Granaio, cambiamenti epocali avvenivano nelle terre di Ardania. L’Imperatore Morgan da Silva, quasi prevedendo fosse giunto alla fine dei suoi giorni, decise di sciogliere l’Impero rendendo ogni vassallo libero da qualsiasi impegno.Pochi giorni dopo, il Sesto Granaio del 266esimo anno imperiale, tutta Ardania, pianse la scomparsa di questo grande uomo.

Salì al trono il suo valente nipote Eblis da Silva, mentre al nord, tamburi di guerra riecheggiavano fra grotte, gole ed anfratti, poichè l’ex Maresciallo Gilbert Ridfort, da poco succeduto al vecchio Primarca Garreth Elcaster, si preparava a dar battaglia ai barbari di Helcaraxe invasori.

In questi giorni è possibile ricercare la fine della secolare vita della sede dell’Accademia di Edorel: oppresso dalla crisi economica e dalla bancarotta causata dall’inedaguata politica finanziaria del suo e del precedente governo, dai nemici alle porte e dal malumore incessante, serpeggiante tra le strade di Edorel, Ridfort decise di chiudere i battenti di questa antica istituzione, dichiarando traditore chiunque non avesse riconosciuto l’autorità del Primarca come guida accademica.
Questa illeggittima, decisa manovra politica garantì altro odio nei confronti del piu grande oppressore che mai governò quella che, ai tempi d’oro di Elcaster, veniva definita la “Città tollerante”, dando in mano al popolo ottenebrato dal volere e dalla parola del tiranno un nemico comune su cui affondare gli artigli e coltivare l’odio.

La maggior parte dei membri dell’Accademia si ribellò al sopruso, ottenendo asilo politico e amicizia dalla popolazione di Hammerheim, ma perdendo la propria dimora e i tanti beni accumulati nel corso degli anni, il tutto sequestrato dall’avido dittatore per rimpinguare le casse del regno; persero però ciò a cui piu tenevano, il proprio luogo di studio e ricerca, il luogo in cui nacque l’Accademia delle Arti, ove ancora si poteva respirare l’odore di quei antichi giorni in cui il Sommo Archibald Durathor ne gettò le fondamenta.

I maghi di Edorel, durante la battaglia campale per il possesso del passo dell’Orus Maer, voltarono le spalle alla città a cui donarono per anni i loro sforzi e per cui erano pronti a donare la vita, poichè non riuscivano piu a riconoscersi in un governo totalmente opposto ai loro ideali, schierandosi assieme ai barbari per vendicarsi contro gli artefici della loro rovina, protetti da un piccolo contingente di Hammerheim; gli unici scontri di quella vile, incondinzionata resa del Primarcato, avvennero perciò tra gli esuli e gli oppressori.

Durante il periodo estivo, si ebbero molti alti e bassi, tensioni e rilassamenti nel rapporto con il governo di Ridfort; si giunse ad una pace di ferro, una sorta di armistizio senza guerra con l’insediamento ad Hammerheim del Tetrarca Oskatat come Reggente in sostituzione del disperso Eblis da Silva, legittimo successore di Morgan il Saggio.

In questi giorni, in gioco vi è il destino di Edorel e un nuovo riassetto dei sottili legami politici nelle terre umane; l’Accademia intanto, pensa a rendere solide le proprie basi in un clima di profonda confusione, radunando i membri superstiti di tante battaglie e capovolgimenti catastorifici.

Solo il Tempo, artefice di tutti i cambiamenti, può immaginare cosa vi sarà scritto alla prossima stesura di questa raccolta...