STATUTO ACCADEMICO

L’Accademia delle Arti è l’organo preposto all’ampliamento, alla salvaguardia, allo sfruttamento e alla divulgazione del sapere umano.”

Con queste parole si apriva, nel lontano anno 214, l’editto imperiale in cui si sancivano i poteri dell’Accademia delle Arti e si dava inizio ai lavori della Nuova Accademia di Hammerheim. Molte cose sono cambiate da allora, ma gli antichi precetti sono ancora vivi e immutati dal tempo.
Cercheremo ora di spiegarne il significato, appoggiandoci su frammenti del discorso d’apertura dell’Anziano in occasione della cerimonia di inizio del ‘Nuovo Corso’.

L’Accademia si prefigge il compito di abbattere “ogni barriera cognitiva e conoscitiva limitante la piena acquisizione delle leggi che governano il mondo”, di qualsiasi natura esse siano.
L’Accademia si prefigge il compito di difendere dal “mero sfruttamento e dalla egoistica speculazione a fini personali” di qualsiasi tipo di conoscenza.
Un antico tomo di filosofia cosi recitava:

“[…] la Sapienza è un diritto di tutti, tutti devono avere la possibilità di poter abbeverarsi alla sua fonte e fermarsi a cogliere i frutti dall’Albero della Conoscenza.”

Avendo in cuore questo credo, l’Accademia pone i propri servigi al servizio dell’umanità, con la “determinazione di chi ha giurato e deve rispettare una promessa”, e un disegno che agisce nel concreto seppur appaia come un impegno che trascende la realtà.
Il punto focale su cui ruota l’attività accademica è comunque la conoscenza dell’Arcano (parola che “non deve essere più sinonimo di Mistero o Segreto”) e lo sviluppo dell’Arte come nuova ‘energia’ per plasmare il mondo, al fine di sfruttare la natura a vantaggio della società.