IV
La Vendetta dell’Orda

Dall’Ovest non giunsero più notizie e la pace e la serenità di un tempo sembravano tornate a regnare nell’Hildoriath. D’altra parte gli elfi tutti avevano ora altro a cui pensare: i regnanti si avviavano ormai verso la vecchiaia senza aver ancora generato un erede. La questione della successione era tanto più delicata poiché era ben chiaro a tutti che in mancanza di un erede si sarebbe scatenata una lotta per il trono più o meno aperta fra le Tre Casate.
Per grazia degli dei, dopo pochi anni, questa terribile eventualità fu scongiurata: la Regina partorì un erede e fu chiamato Thorondil, Principe dell’Hildoriath. Vi furono grandi e sontuosi festeggiamenti che si prolungarono per molti mesi. Con il passare dei decenni Thorondil cresceva forte, sapiente e determinato. La luce di Beltaine splendeva forte nei suoi occhi e il suo braccio pareva guidato da Suldanas stesso. Perciò, pur essendo Thorondil ancora giovane, nessuno si stupì quando, poco più di un secolo dopo, Re Feonwe annuciò che avrebbe presto abdicato in favore del figlio.

Il giorno dell’incoronazione tutto era pronto, e l’atmosfera solenne. Gli elfi di ogni stirpe erano accorsi da ogni regione dell’Hildoriath per assistere all’evento. Tale era l’attesa e l’emozione per un avvenimento tanto straordinario, che ogni altra occupazione o ufficio passò in secondo piano.
E così, in quel brumoso mattino di Orifoglia, nessuna sentinella si trovava a pattugliare la costa occidentale. Nessuna sentinella poteva vedere le centinaia di grandi zattere che ad una ad una si ammassavano sulle coste dell’Hildoriath...

La cerimonia era già iniziata quando un gruppo di sentinelle lanciò l’allarme. Ma era troppo tardi.
La prima ondata fu preceduta dal cupo e cadenzato martellare di tamburi, che si faceva sempre più forte, sempre più veloce. Poi migliaia di orribili creature dalla pelle verde sciamarono tra gli alberi del Doriath abbattendo qualsiasi cosa al loro passaggio. Era giunta l’Orda degli Orchi. E al centro di tutti loro, grande e terribile, sul dorso di un imponente lupo nero, Ghaunadaur spronava i suoi orchi alla battaglia. Nessuno tra gli antichi figli dell’Hildoriath, ebbe il tempo di capire, nessuno ebbe il tempo di pensare che il loro “errore” di un tempo era tornato ed esso avrebbe ora potuto decretare la loro fine, per sempre.