III
Ghaunadaur e il Grande Esodo

Il figlio reietto della coppia di regnanti fu adottato dalla comunità dei Ghauna, che riconobbero in lui un loro simile. Nessuno sapeva da dove egli provenisse, e nessuno se lo chiedeva poichè spesso gli “imperfetti” venivano trovati abbandonati nei boschi e raramente se ne scoprivano i genitori.
Il giovane reietto cresceva sano, forte e eccezionalmente intelligente per essere un Ghauna. Fu così che gli fu dato il nome di Ghaunadaur, che nella lingua degli “imperfetti” (una sorta di elfico distorto e semplificato) significava “il migliore fra i Ghauna”.
Sin da giovane Ghaunadaur cominciò a spargere tra i suoi simili voci di una terra promessa, a Ovest oltre il mare, per la loro razza. Una razza creata dagli dei – lui diceva – per dominare, e non per essere schiava.
Così il Culto dell’Ovest, come venne chiamato, si diffuse tra i Ghauna e tra loro cresceva sempre più il malcontento e la frustrazione, mentre Ghaunadaur veniva riconosciuto tra loro come guida indiscussa.
La rabbia di Ghaunadaur e del suo popolo era tanta e tale che era ormai divenuta incontenibile.
In una notte senza luna, dopo molte stagioni di febbrili ma segreti preparativi, Ghaunadaur guidò l’insurrezione dei reietti contro gli odiati padroni.
Gli elfi non erano abituati a combattere, non conoscevano la guerra e i campi di battaglia, e questo fu loro fatale. Molti elfi perirono, trucidati nel sonno o nel vano tentativo di difendersi, femmine e bambini non furono risparmiati: torrenti di sangue, per la prima volta nella sua millenaria storia, solcarono l’Hildoriath. Ma la conoscenza delle Arti Arcane era nei Figli prediletti di Beltaine molto più profonda e terribile di quanto Ghaunadaur potesse immaginare. Tutto l’Hildoriath corse in aiuto dei suoi Signori, dai volatili alle fiere, dai più piccoli animali fino ai più antichi e giganteschi, il Vento, il Cielo e la Terra stessi. Le Tre Casate unite come non mai combatterono strenuamente e in un unico, possente impeto d’orgoglio, la rivolta fu sedata. Molti reietti furono uccisi, e Ghaunadaur cadde gravemente ferito.

Solo allora le Tre Casate si resero conto dell’errore compiuto e si pentirono. I Drow proposero di uccidere tutti gli imperfetti ed eliminare così per sempre il frutto dei loro errori, ma le altre due Casate, così come il Re e la Regina, provarono pena e compassione per quelli che erano, in fondo, pur sempre dei loro figli. Così i Ghauna vennero esiliati dall’Hildoriath e gli fu intimato di non farvi mai più ritorno, pena la morte. Ghaunadaur radunò così tutto il suo popolo sulle sponde occidentali; lì fece costruire un grande flotta di rudimentali imbarcazioni, grandi zattere cariche di provviste. Fino a che, quando tutto fu pronto, i reietti si imbarcarono e Ghaunadaur lì guidò attraverso il mare ad Ovest, verso una terra in cui “vivere da liberi e padroni”, come spesso diceva. E degli “imperfetti” nulla si seppe più per molti e molti secoli...