XIII
Il ritorno dei Figli di Luugh

Passarono i decenni, passarono i secoli e nulla più sembrava turbasse la pace dell’Hildoriath.
I due gravi lutti che pure colpirono i reami elfici, quello di Re Finwerin e di Re Marip’in, tuttavia furono accolti con tristezza sì, ma infine con serenità, come è consuetudine. Poichè i due regnanti trapassarono naturalmente, secondo la volontà della Grande Madre, per tornare ad abbracciare l’armonia del Tulip. La morte naturale è infatti percepita dagli elfi semplicemente come un punto di passaggio, come una soglia fra due mondi. Aredhel Eldamar succedette al padre sul trono dei Quenya, e così il giovane Ersyh seguì al padre Marip’in, Re dei Teleri.
Ma i traditori del popolo elfico, dalle profondità di Luughnasad, già tessevano le loro trame di vendetta. E quando furono pronti, durante un inverno particolarmente duro, tornarono in superficie.
Piccoli manipoli di esperti sicari Drow si sparsero non visti per tutto l’Hildoriath, le loro lame erano intrise del più potente veleno conosciuto, si diceva distillato dal ventre stesso di Kelthra, un dono prezioso e terribile, donato per colpire a morte i più anziani e potenti fra gli elfi.
La prima a cadere in agguato fu la saggia Arabella, Regina dei Sindar. A nulla valsero le cure dei sacerdoti, e l’amore del Doriath per la sua regina. Ella morì, e il giovane ma già rispettato Agar en’Nimbreth prese il suo posto, e , con la lancia in pugno e lo spirito di Suldanas nel petto, non esitò a vendicare la morte della madre. Dopo Arabella, fu la volta di Re Ersyh di Rotiniel: in un delle sue frequenti battute di caccia nel Sud, lui ed il suo gruppo di guardie furono assaliti e trucidati orribilmente. La morte della Bianca Regina di Ondolinde fu se è possibile ancor più dolorosa. Anch’Ella fu infatti aggredita, ma gli assassini Drow non riuscirono ad ucciderla, poiché l’intervento della Guardia Alta fu tempestivo e non lasciò scampo agli Scuri. Aredehl non fu uccisa, ma fu ferita, ed il veleno cominciò a consumare il suo corpo. L’esultanza per il fallimento tentativo di agguato da parte dei Drow fece sì che le condizioni fisiche della Regina non destarono eccessiva attenzione, tanto più che la ferita era ormai del tutto guarita. Ma Kelthra subdolamente già accompagnava la Bianca Dama verso la morte. La salute della Regina peggiorava di mese in mese, e quando le sacerdotesse capirono che non si trattava di stanchezza, ma di un male ben più oscuro e profondo, allora era troppo tardi. Neppure Beltaine poteva più salvare Aredhel, tale era il potere di Luugh e dei suoi servitori.

Furono mesi di lutto per l’Hildoriath, mesi di solenni cerimonie, intimo dolore e fermi propositi di vendetta; ma il tempo della giustizia per i Figli di Beltaine giunse presto. Nimbreth già regnava sul suo popolo nella Verde Tiond, quando Rotiniel incoronò Elrylith come suo Re; e a Lorac Isildur, prima Comandante della Guardia Alta di Ondolinde, fu affidata la corona ed il Regno della Splendente.
Iniziava così una nuova era per il popolo elfico, chiamato a difendersi, ancora una volta, contro i fratelli di un tempo.

Nis’tar Setari,
Bibliotecaria di Ondolinde e Custode delle Tradizioni