XII
Il contatto con gli umani: Teleri e Perhidil

Non tutti i Quenya si accontentavano di una vita idilliaca entro le bianche mura di Ondolinde; per alcuni di loro quella vita era priva di stimoli e di prospettive: Così, sin dagli anni immediatamente successivi alla fondazione della Splendente, un gruppo di Quenya guidati dall’intraprendente Marip’in si lasciò i monti Elverquisst alle spalle e intraprese un lungo viaggio verso sud. Dopo i primi anni trascorsi a portare e scambiare merci per tutto l’Hildoriath Marip’in ed il suo popolo si stabilirono sulla costa orientale, e fondarono quella città che sarà poi conosciuta come Rotiniel. Marip’in ne divenne re, ma lo spirito mercantile ed errabondo dei Teleri, come vennero chiamati gli elfi di Rotiniel, era ben lungi dall’essere sopito. I Teleri infatti, divenuti esperti navigatori, stabilirono rotte attraverso l’Oceano Orientale e raggiunsero il Continente umano. Allora ci furono i primi, discreti contatti fra le due razze. Ma per gli elfi, il tempo di rivelarsi agli umani non era ancora giunto. Gli incontri all’inizio rimasero segreti a avvolti dal mistero, fino a sconfinare nella leggenda e ad essi non fu dato alcun peso dai regnanti umani. Fu così che, dalle prime clandestine relazioni fra umani ed elfi nacque la prima generazione di Perhidil, mezzelfi o mezzarazza come venivano chiamati con disprezzo, i quali erano invero molto pochi e ben nascosti.

Durante la Grande Guerra gli elfi videro prima degli uomini quale grande pericolo, non solo per il Continente umano, ma anche per Ardania tutta, era rappresentato da Surtur e dale sue ambizioni di conquista. Così, Quenya, Sindar e Teleri, riuniti in Consiglio come non accadeva da secoli, seppur a malincuore decisero di inviare pattuglie di guerrieri elfici sul Continente. Persino i Sindar, famosi per la loro insofferenza verso ogni evento esterno al Doriath, si convinsero a mandare alcuni dei loro rinomati e infallibili tiratori. E come gli umani ben sanno, il contributo degli elfi si rivelò determinante per la vittoria sugli orchi.

Da allora i contatti tra elfi e umani si fecero più frequenti, e di conseguenza il numero dei mezzelfi aumentò notevolmente. La loro duplice natura era allo stesso tempo una virtù e una condanna. Disprezzati e allontanati dagli elfi come risultato di un incrocio con una razza inferiore; temuti e visti con sospetto dagli uomini, che li consideravano bizzarre e curiose creature, i Perhidil furono condannati a non avere una terra cui appartenere o una città in cui abitare. Ma ciò fu anche la loro fortuna: in poco tempo divennero i più grandi viaggiatori e mercanti delle terre emerse; ogni scambio commerciale tra elfi e umani avveniva di fatto attraverso la loro mediazione. I mezzelfi mercanti cominciarono ad accumulare grandi ricchezze e iniziarono a insediarsi nell'unica città dove gli elfi si dimostravano più aperti e tolleranti: la città di Marip’in e patria dei Teleri, Rotiniel. Essa divenne il più importante centro di scambio fra i due continenti essendo anche l'unica città portuale che li collegava. E, come suole accadere nella società umana, la versatilità, l'astuzia commerciale e sopratutto la ricchezza di alcuni mezzelfi servì loro a guadagnarsi anche fama e rispetto nel Continente.