Incoronazione di Valaryn Isildur
Nuovo Re di Ondolinde

L’attesa era frenetica e i preparativi fervevano nel Bianco Palazzo, le guardie non facevano avvicinare nessuno perché tutto doveva apparire perfetto agli occhi degli ospiti la sera dell’incoronazione.


Esponenti di spicco dell’alta società di tutti i regni si incontrarono nella sala della Bianca Arpa dove conversarono per ore in attesa della cerimonia.


Lo Splendore del Palazzo abbagliò i presenti, ma più di tutto il Tulip attirò l’attenzione degli invitati che soffermandosi con devota ammirazione non poterono far altro che inchinarsi silenziosamente dinanzi alla maestosità e al candore dell’Albero della Vita.


Finalmente tutto fu pronto e la cerimonia poté iniziare.
Gli spettatori si schierarono a i due lati dell’ingresso, al cospetto del Tulip e del suo giudizio.
Logain si incaricò di fare da cerimoniere ed intonò un canto in onore di Suldanas, evocando così lo Spirito del Tulip, questo interloquì con Logain domandandogli chi fosse il predestinato scelto dai Quenya per guidare il popolo delle Stelle.
Logain prese coraggio, fissò sicuro lo Spirito e pronunciò il nome
“Vàlaryn Isildur, questo è il nome che gli diedero i Valar”


Lo spirito incaricò Logain di accompagnare il Principe Vàlaryn al suo cospetto cosicché i Valar potessero giudicarlo.
Dopo pochi istanti tra lo stupore e l’ammirazione Logain fece il suo ingresso nuovamente, questa volta seguito dal Principe.


Vàlaryn si avviò con passo sicuro, accompagnato dalla calma che lo contraddistingue, verso il Tulip, inginocchiandosi dinanzi allo Spirito.
Per tre volte il Principe dovette inginocchiarsi al cospetto dello Spirito prima di ricevere il consenso dei Valar, prima infatti Vàlaryn dovette purificare il suo animo dalle azioni passate e dalle ricchezze terrene, e ricevere il benestrare del Sommo Sacerdote Ondolindenore.


Per fare questo Vàlaryn affronto lo sguardo Profondo di Elwin Dalamar, che scrutò il cuore, il puro e semplice sorriso di un fanciullo, e l’enigmatica presenza di Silvan il Druido.
Quando il suo cuore fu svuotato da tutte le preoccupazioni passate, presenti e future, egli fu pronto ad affrontare un’ultima volta i Valar, cosciente che ormai non era più Vàlaryn il Guerriero, ora era Vàlaryn en’Isildur Signore d’Occidente, Guida degli Elfi.


Per consacrare l’animo del nuovo Haran una foglia del Tulip, che parve cadere tra le mani dello Spirito, venne posta sul suo petto, il quale ne assorbì la linfa.
Terminata la cerimonia il gruppo si spostò nella sala del Trono dove, non senza tentennamenti, Vàlaryn prese posto sul trono che ormai gli spettava di diritto, tale era la sua felicità che volle dividere il magico momento con le persone a lui più care, nominando gli elfi che avrebbero guidato gli ordini in città.
Fece loro degli splendidi doni , oggetti simbolici che furono consacrati alla luce del Sacro Tulip e per questo risultavano Splendidi e Scintillanti
Chiamò a sé primo su tutti il suo amico e Fratello Logain, il quale gli fu accanto da sempre e da prima ancora, a lui diede in dono uno splendido arco affidandogli formalmente la guida di quel gruppo di arceri ed esploratori che avrebbe preso il nome di Falchi del Doriath.
Dopodiché fu la volta di Arion al quale venne affidato il comando dell’Armata Splendente, l’esercito preposto alla difesa della Bianca Gondolin, a lui il Re donò una bianca spada.


Toccò quindi a Folken, che ricevendo una bianca staffa, ebbe l’incarico di guidare l’accademia della Luna in assenza di Ecthelion.
Fu quindi il turno di Mivor Vefantur, che fu nominato Responsabile della Gwaith e dell’artigianato Ondolindenore, a lui fu donata una candida accetta, simbolo dell’artigiano.


Infine fu la volta di Elwin Dalamar, amico di sempre di Vàlaryn, nonché Sommo sacerdote d Ondolinde, il bianco scettro che gli venne donato gli conferì la somma autorità ecclesiastica in Ondolinde.
Dopo la consegna dei regali la festa si concluse con un sontuoso banchetto