Cronache della seconda incoronazione di Valaryn Isildur
Re di Ondolinde

Le prime luci dell’alba sfiorarono i lembi più alti dei monti che abbracciano la Valle Ondolindenore, creando giochi di luce che andavano a riflettersi sul laghetto che stancamente riforniva d’acqua i ruscelli che si insinuano entro la Splendente.
Finalmente il Sole superò i valichi baciando i bianchi palazzi, regalando agli abitanti un nuovo giorno con la grazia di Belatine.
Non ci volle molto perché la città fosse in fermento, quella sera infatti la Bianca avrebbe accolto le ambasciate di tutte le città per l’incoronazione di Vàlaryn en’Isildur, tornato al trono a causa della triste e prematura scomparsa del suo caro Fratello e compagno Arion en’Syrmyl, al quale egli stesso aveva lasciato la corona Ondolindenore.

La sera giunse in fretta, e la città si tinse del colore del crepuscolo quando i primi invitati fecero ingresso nella Valle Celata accompagnati da alcuni Quenya.
Lo spettacolo che si parò ai loro occhi fu dei più maestosi: Bianchi cancelli aprirono loro la strada, per lasciar spazio al cuore della Splendente, Candidi palazzi ornati da fiori e da giochi d’acqua, musica melodiosa per le strade, fanciulle dalla bellezza sublime.
Gli occhi sbalorditi e increduli degli stranieri facevano sorridere gli elfi, poiché neppure chi aveva già avuto a fortuna di visitare Ondolinde, riuscì a trattenere l’espressione di stupore.

Umani, Nordici, Sindar e Druidi, quasi tutte le città erano accorse quella sera,solo gli abitanti delel terre ghiacciate non si presentarono all’evento, a causa della guerra avvenuta non molto tempo prima tra i due popoli e del rancore che ancora i barbari provavano.


GLiinvitati furono fatti accomodare nel giardino delle musiche, dove abili mani sfioravano i delicatifili della Bianca Arpa, strumento alla cui melodiosa musica neppure il più duro dei cuori può negare un sorriso, anche il salone principale del Palazzo era germito e tutti furono rapiti dalla maestosità e bellezza del Sacro Tulip, che troneggiava nell'immesa sala candida.


Anche il Sommo sacerdote giunse finalmente tra gli invitati e finalmente il Principe destinato a tornare Aran fu chiamato al cospetto del Tulip, dove per tradizione il Quenya prescelto viene giudicato dagli Dei.
E finalmente Vàlaryn en’Isildur fece ingresso nella grande sala, gli occhi fissi su Elwin, come se in quel momento lo spirito del Tulip avesse trasportato i loro spiriti in un altro piano, ma così non era poiché durante la celebrazione una distrazione colse la nuova guida degli elfi, il suo sguardo per un attimo fu rapito dalla sua amata, attirato come se non fosse più lui a controllarlo, ma fusolo per un istante, il tempo di percepirne il sorriso, per poi tornare nella spiritualità della cerimonia,cosciente che pochi istanti lo separavano dal suo destino di sovrano del Bianco Popolo.
Quando finalmente il giuramento fu fatto Il Sommo Spirito sorrise soddisfatto e nulla riuscì a trattenere la gioia dei Quenya, che acclamarono il nuovo Aran e il futuro Splendente di Ondolinde.

 

La cerimonia si concluse con una grande festa, accompagnata da un sontuoso banchetto, canti balli e un grande torneo, il tutto nella fantastica cornice dei boschi del Doriath.