Torneo nordico a Helcaraxe


18 Madrigale 267. Uno degli artefatti più potenti mai accolti tra le mura di Helcaraxe è messo in palio stasera in un grandioso torneo, che ne decreterà il padrone. Si tratta del famigerato Artiglio di Kun Gardar, appartenuto all'infame nemico di Helcaraxe fino alla sua recente disfatta, e da allora conservato nelle casse reali della città in attesa di un degno proprietario.

Prima dell'inizio degli scontri, tutti i convenuti (tra cui, oltre ai nordici ci sono numerosi continentali ed elfi delle terre lontane) si danno appuntamento presso la cattedrale di Aengus, dove, con il rituale tradizionale, due turas che hanno recentemente affrontato con successo la Prova, Picsou e Ashka, saranno nominati vargos.

A condurre la cerimonia è Liam Wintertale, Godar di Helcaraxe e patriarca di Aengus. Seguendo le procedure rituali fa avvicinare ognuno dei due turas recitando i doveri del vargos, e successivamente facendo loro pronunciare il Giuramento.

Nominati i due nuovi Vargos tra i plausi degli astanti e l'orgoglio dei superiori, il corteo si dirige velocemente dalla cattedrale all'isola dei cittadini, che sarà teatro dei combattimenti.
Intorno al ring l'eccitazione e l'aspettativa sono palpabili: molti dei partecipanti del torneo, tutti cittadini del regno dei ghiacci, sono guerrieri di fama universale, già vincitori e finalisti delle grandi Olimpiadi del 266.

I primi partecipanti si preparano: saranno Uter e la novella valchiria Ashka ad aprire il torneo con il loro combattimento. Bastano solo pochi scambi e Ashka sconfigge l'avversario confermando il proprio valore e la fidiuca riposta in lei dalla città nell'investitura di poco prima.

Segue lo scontro del neo-vargos Picsou e Tarik. Anche in questo caso la fiducia del popolo dei ghiacci si dimostra ben riposta e, anche se con gravi ferite, Picsou si aggiudica la vittoria sul turas.

Il torneo entra nel vivo durante lo scontro tra due leggendari barbari: Claus VonKessel e Ulthuan. Il combattimento è avvincente e sanguinoso, martello contro martello, muscoli guizzanti e poderosi colpi, CLaus si fa strada verso la vittoria. In pochi scambi Ulthuan, che per una bizzarra scelta ha deciso di combattere senza armatura, cade sotto l'arma dell'avversario, permettendo a Claus di passare il turno.

Altro scontro interessante rappresenta quello dello Jarl Stryker e il suo predecessore Saxon Feanor. Anche in questo caso martello contro martello, lo scontro si potrae per più tempo degli altri. La poderosa arma di Stryker, un martellone squotiterra forgiato dalle abili mani di Ulthuan, fatica a trovare un vargo tra le piastre dell'armatura dell'avversario, e i colpi più precisi e veloci di Saxon si rivelano vincenti a lungo termine.

E' tempo per il secondo turno, che deciderà i finalisti che si scontreranno per il possesso dell'Artiglio.
A inaugurarlo sono il primo e il terzo vincitore del primo turno: Claus VonKessel e Ashka. Lo scontro è veloce e il risultato finale è evidente a tutto il pubblico fin dai primi scambi. Claus in pochi colpi sconfigge la giovane Ashka e si candida per la finale.

Il secondo finalista è deciso dallo scontro tra Saxon Feanor e Picsou, vincitori del secondo e del quarto combattimento del primo turno. Anche in questo caso il combattimento si conclude dopo pochi colpi a favore dell'Yggdrasil Saxon, reduce da mille battaglie tra le armate del nord e forte della sua sconfinata esperienza in campo militare. Saxon è il secondo contendente per la finale, che si preannuncia spettacolare.

Viene finalmente il momento per l'ultimo scontro. Uno solo tra Claus e Saxon sarà il possessore dell'Artiglio di Kun Gardar. La tensione è palpabile, con questo combattimento si decidono le sorti dell'intero torneo, il pubblico è in trepidante attesa di vedere i martelli dei due valorosi guerrieri incrociarsi, come fu durante le finali di copro a corpo delle Olimpiadi del 266, durante le quali Saxon ebbe la meglio e si aggiudicò il primo premio e la gloria più grande.
Lo scontro ha inizio. Il clangore dei due martelli di identica foggia riempie l'aria e il sudore dei due contendenti comincia a grondare mentre il duello si dilunga e si fa via via più cruento. Grazie all'ira barbarica di cui è preda, Claus riesce a fare breccia tra le difese di Saxon, la cui armatura non può niente contro la scarica di colpi inferti dall'avversario grazie alla sua incredibile velocità, resa ancora più straordinaria dalla furia estatica della battaglia.
Saxon comincia a perdere terreno, e Claus non può che dare il terribiole colpo di grazia, che decreta il vincitore del torneo.

Tra l'esultanza della folla e dei partecipanti ormai esclusi, Claus VonKessel viene proclamato campione del torneo e ritira lo straordinario premio, alzandolo al cielo come un trofeo per mostrarlo al pubblico festante.

Come da tradizione la festa continua ala locanda, dove si beve alla salute del vincitore e alla gloria di Helcaraxe, di cui sarà il mortifero braccio armato del potente artefatto.