La nuova Tiond e il gruppo dei draghi

La Fondazione

A lungo il popolo Sindar marcio’ alla ricerca del luogo destinato. Giunse infine la’ dove Earlann muove le acque dei fiumi e le dispone in una danza fertile e gioiosa; e su quelle sponde i semi delle antiche querce germogliarono e crebbero vigorose e su quei rami si intrecciarono i Flat e sorsero le abitazioni. E Tiond nacque.

E fu chiamato Salkien Duin quel fiume che generoso accolse il popolo: il Fiume Danzante.

Il popolo Sindar si riuni’ gioioso e canti di bardi celebrarono l’avvenimento della Fondazione

E il popolo decise che mai piu’ avrebbero tollerato che le forze avverse costringessero i Sindar all’esodo. Essi avrebbero difeso quel territorio con la forza possente di Suldanas ed un Drago Sacro posero a simbolo di quella promessa.

La loro venuta fu avversata e la Reliquia del Drago scomparve dalla sua collocazione come se una maligna mano tentasse di contrastare i Sindar.

Fu allora che, raccogliendo l’eredita’ degli antichi Haran, tre Sindar del tempo antico, coloro che avevano incrociato i passi degli antichi re, si posero alla guida della citta’. Dalle fondamenta del passato essi posero i sostegni della nuova Tiond: Tre Pilastri, i "Tel Nelde Tarmarim.

Essi provvedono ad indicare e custodire i tre fondamenti del popolo Sindar:

La Via Elfica, l’Equilibrio con la natura, e la Fede negli Dei.

Tre Pilastri le cui sommita’ si fondono e si integrano per un unico intento: sostenere la Verde Tiond e guidarne il popolo.

TARMA TEL’SELDARINE, sara’ Pilastro della fede

TARMA TEL’NOMIN, sara’ Pilastro della Saggezza,

TARMA TEL’NEMENDALIE sara’ Pilastro della Via Elfica


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Il popolo intero li segui’ nella ricerca della reliquia del Sacro Drago. Ed essi attraversarono valli e oceani e giunsero a Tremec; poi le terre selvagge li videro combattere e giungere all’Eremo di Ammandaturian e da lì proseguire la ricerca fino alle lande Gelate di Helkaraxe dove combatterono, al fianco di quel nobile popolo.

Infine giunsero al Picco dell’ Aquila, dimora dell’antico Saggio Gartax.

Qui le molte domande ebbero risposta ed essi seppero che una torre sorgeva ai confini delle lande ghiacciate e che il male vi dimorava. La prova da sostenere sarebbe stata terribile.


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Dura fu la lotta contro l’esercito del male. Cavalieri oscuri si posero a guardia della torre e dell’Oscuro Signore e accanto a loro un esercito di esseri mostruosi confluiti da tutti i regni del male ingaggiarono una lotta terribile.


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Molti degli eroici Sindar e dei loro compagni persero la vita nella battaglia e il ghiaccio si arrosso’ del loro sangue ma l’ira che li sosteneva e la forza che infondeva Suldanas, alla fine, li porto’ alla vittoria e l’Oscuro Signore cadde!

Uno scrigno venne recuperato dalle spoglie del caduto Signore Nero e all’interno, ancora intatta, la Sacra reliquia del Drago apparve agli occhi commossi e orgogliosi degli elfi.

In onore dell’impresa e per far sì che Tiond potesse disporre di un gruppo armato pronto alla coraggiosa difesa della citta’ e dei suoi valori, fu fondato il gruppo armato dei Difensori del Drago e OSTARIM AILOKI esso venne chiamato


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Il Sacerdote Mithras, Tarma Tel’Seldarine, benedisse i Draghi e invoco’ la protezione degli Dei.

A capo degli Ostarim Ailoki, tre vennero scelti, fra coloro che, con coraggio, difendevano Tiond.

MAL’LOKI, il Drago d’oro: Phatho, il cui arco d’oro scaglia frecce che solcano l’aria con scie luminose e micidiali si abbattono sul nemico.

DAGOR LOKI, il Drago delle battaglie: Ghera Scicis, la cui spada rotea implacabile con l’urlo del guerriero infuriato.

ARNA OOMA’LOKI, Drago Voce di Tempesta: Firpil, le cui magiche melodie scuotono la volonta’ dei possenti e le piegano al suo volere.


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Ed essi si fecero avanti e di fronte alla reliquia del drago si inginocchiarono e dichiararono la loro fedelta’ alla citta’ e alle leggi. Un solo grido risuono’ alto nella nella Foresta: - "Lo giuro!"-

Una nuova era si apre per la citta’ di Tiond ma i Sindar conoscono la Via. Ognuno di loro racchiude nel suo animo la certezza che la Via Elfica tracciata dall’antico Haran, Agar En’Nimbreth, si dispiega con certezza di fronte a loro, e nelle loro menti risuonano le antiche parole:

" Lye duraser naa i'Meneldalie, tanya n'eldelie, imya tyara ri'avarien tyar, awruva ten' ai'er …."

[Il nostro principio più importante coincide con la Via Elfica per la quale nessun elfo, per azione o inazione, possa causare danno ad un altro fratello ….]