Avamposto Nanico

In data umana 28 Solfeggiante dell’ anno 268, Rabindranath Tagore, Bogordan e Gurth Firehammer partirono dalla città Djaredin di Kard Dorgast per costruire un avamposto nell’ isola denominata dagli Djaredin “Isola Demoniaca”.
I tre si incontrarono in miniera, e caricarono i loro fedeli scarafaggi da soma con legna metallo e cibo per costruire un avamposto forte e sicuro. I cinque scarafaggi erano tenuti leggeri con i materiali divisi in egual peso tra loro in modo che non si appesantissero durante il viaggio.
Gurth Firehammer era l’ unico in groppa ad un animale data la sua pesante ma resistente armatura,
Rabindranath Tagore e Bogordan erano a piedi, armatura leggera, nella mano destra stringevano la spada e nella sinistra le briglie che assicuravano il comando sugli scarafaggi da soma.
Appena usciti dai sicuri e inespugnabili cancelli cittadini si avviarono lungo il cunicolo sotterraneo che portava all’ Isola dei Demoni, e con Korg che vegliva dall’ alto entrarono varcandone l’ entrata.
Era buio, ma il buio non spaventa gli Djaredin, un attimo di silenzio e dopo qualche secondo i loro occhi si abituarono al buio, nella penombra riuscirono a intravedere degli esseri, enormi mostri di roccia, roditori giganti devoti alla arcana e puerile magia; cercarono di fare il meno rumore possibile, ma un solo starnuto di Gurth scatenò il finimondo.
Tutti gli esseri che governarono quelle grotte si voltarono con sguardo minaccioso verso i tre, ma non si fecero intimorire e brandendo la spada si gettarono verso i mostri.
Gli scarafaggi spaventati sia dai mostri che dalle possenti grida di battagli naniche si misero lungo una parete della grotta, ma questo segnò la loro fine, vennero uccisi da un enorme mostro di roccia che con pochi ben assestati pugni fracassò le loro povere teste, solo uno scarafaggio, il più giovane dei cinque, quello di Gurth riuscì a salvarsi e fuggù verso il suo padrone.
Rabindranath Tagore invocò Korg, un boato nella grotta e si materializzò un divino servitore che con un solo gesto disintegrò l’ uomo roccia per poi ricomparire nel nulla salvando la vita dell’ ultimo scarafaggio.
Le pareti ormai erano dipinte di rosso sangue e i tre Djaredin proseguirono a piedi, caricando tutto il loro materiale sull’ unico scarafaggio sopravvissuto e sul Cuordipalude di Gurth.
Bogordan con una torcia portò i suoi amici verso la fine del tunnell, i nani erano sovraccarichi e lo scarafaggio non poteva resistere molto ancora sotto quel grave peso.
Arrivati all’ uscita i tre aiutarono lo scarafaggio a uscire con delle corde, chi tirava davanti, chi lo spingeva da dietro, fino a quando riuscì ad uscire.
Bog e Rabindranath perlustrarono la catena montuosa dallo strano colorito che circondava per molto la costa dell’ isola, mentre Gurth invece, rimase a scaricare tutto l’ occorrente per costruire il fortino.
Ma mentre era di spalle un enorme Ogre, forse il capo di una delle famiglie che gli ogre istituiscono, attaccò Gurth alle spalle scaraventandolo contro una roccia privandolo dei sensi e con un altro colpo uccise lo scarafaggio.
I suoi compagni sentendo il lamento del povero animale corsero al punto dove lo avevano lasciato e incominciarono a colpire l’ enorme Ogre, Gurth si risvegliò e lanciò la sua ascia che teneva legata alla schiena contro l’ Ogre colpendolo in pieno viso abbattendolo.
I tre ormai provati dalle lunghe battaglie si sedettero a mangiare i resti dello scarafaggio e dell’ Ogre, cucinati superbamente da Bog.
Rifocillati e riposati i tre incominciarono i lavori, dopo poche ore e molto sudore riuscirono nell’ impresa costruendo il solido avamposto nanico.
Poche ore dopo Torak Bergrand e Rabindranath battezzarono l’ avamposto, rendendolo sicuro anche agli occhi di Korg.