Helcaraxe , 12-13-14 PostApritore , Anno Imperiale 268
Jol, la festa d’inverno

PRIMO GIORNO

Urla festose si levavano dalla piazza fino all'Isola dei Cittadini.
La neve dentro la citta' era calpestata e mossa come non mai per tutti gli abitanti che si aggiravano nell'isola fremendo per l'inizio dello Jol.
Gia' dal molo dell'isola si potevano udire gli schiamazzi provenienti dal "Troll Ubriaco" e piu' ci si avvicinava piu' ci si rendeva conto che non era una serata come tutte le altre.

Erano tutti davanti l'entrata...tutti in riga che cercavano di farsi spazio sgomitando e colpendosi sulle spalle.
Sembrava passato un mese dall'ultima volta, e invece era passato un anno durante il quale tante cose son accadute e tante ancora dovevano accadere.
Alcuni forestieri giungono incuriositi ad assistere a una delle piu' antiche usanze del popolo nordico dell'isola.
Il Godar davanti a loro, e lo Jarl con il Capo Clan Valdarsen accanto a lui.
La cerimonia di apertura inizia. Il silenzio.

"Un anno è passato dall'inizio dello scorso inverno. E' stato un anno pieno di eventi, alcuni gioiosi altri segnati dal sangue, ma il cibo, l'acqua e la birra non ci sono mancati. Ha inizio il nuovo Jol.
Gli dei hanno protetto Helcaraxe! Hanno reso i nostri corpi piu forti e resistenti per sopportare meglio il tremendo freddo che non risparmia i cuori impuri in queste lande del ghiaccio eterno. Ringraziamo gli dei.
Lodiamo e rendiamo grazie ad Aengus per il fuoco che c'ha scaldato nelle gelide notti e per le armi che c'hanno difeso dai mille pericoli.
Lodiamo e rendiamo grazie a Danu per il pesce che ci ha sfamato e per aver concesso alle nostre imbarcazioni viaggi tranquilli.
Accogliamo l'inverno con gioia come amico che ci tempra ma che non ci metterà mai in ginocchio. Come segno della nostra fratellanza anche quest'anno lo Jol lo trascorreremo senza copricapi poichè siamo tutti fratelli. Toglietevi i copricapi.”

E la folla venne benedetta in un solenne silenzio:

"Che la neve benedizione del Nord scenda libera su di voi."
"FRATELLI E SORELLE ALZIAMO I CALICI PIENI DI BIRRA PER GLI DEI CHE CI AMANO E PROTEGGANO! MAI VERREMO MENO ALLA NOSTRA DEVOZIONE IN COLORO CHE CI DONANO LA VITA!!"

Il frastuono che ne seguì fu udito anche dai Troll nell'accampamento dell'altra isola, sapevano cosa li aspettava il giorno dopo.

La festa continuo' fuori la locanda, sul quadrato di legno che ha visto per anni i migliori guerrieri di tutta Ardania battersi con onore.

Il torneo stava iniziando, i Guardiani dei Ghiacci stavano per avere il loro Primo Guardiano dei Ghiacci.
Duro' parecchio, e tutti assistevano curiosi e divertiti.
Erano li davanti a tutti: Angor, Doran Jaegar, Eric Blackdiamond, Murok e Uter.
Nell'ultimo grande scontro..dove tutti i cinque guardiani tenevano le armi in pugno


..ne rimase in piedi soltanto uno, il vincitore, Eric Blackdiamond.

Seguirono altri combattimenti per un altro torneo all'insegna dell'onore e del coraggio e un premio venne assegnato al vincitore, uno scudo di antica legna tipica di quelle terre, e Fergus Rhaylith ne divenne proprietario.

Tutti i presenti, dopo essersi riposati con altra birra nella locanda, partirono alla volta della caverna a nord di Helcaraxe..
E la prima notte di festa era passata e il silenzio torno' alle prime ore dell'alba....

SECONDO GIORNO

Di Teschi Rossi in giro per l'isola neanche l'ombra.
Certamente stavano organizzando il benvenuto ai nordici che, ormai passato il tramonto, si stavano preparando per la seconda serata dello Jol.
Erano davanti le porte della citta' tutti schierati davanti a colui che quella sera stessa avrebbe preso in mano le sorti dell'isola.

I forestieri che avevano passato la giornata sull'isola reduci dalla sera precedente si unirono a loro, anche per pura curiosita', e altri ne arrivarono dal molo.
Si udiva solo il cupo scalpitare dei cavalli e le uniche luci provenivano dalle mura della citta', mentre la neve cadeva lentamente.
Armati di passione e di coraggio partirono alla volta dell'accampamento nella parte opposta dell'isola.
Appena arrivarono cominciarono a levarsi le prima grida di battaglia, i grotteschi versi dei teschi rossi venivano sopraffatti dal tumultuoso fragore delle spade e dei martelli che si scagliavano contro di loro.

Come ogni anno, Helcaraxe doveva tenere sotto controllo quella minaccia latente per l'isola, doveva mandare un messaggio al loro Signore, prima che egli decida di radunarli.
Il sangue di quelle creature tingeva di rosso tutto l'accampamento fino all'entrata della Grotta del Destino sormontata dall'Albero del Mondo.
Gli Dei li guardavano e li guidavano e si fecero sentire attraverso le parole del guardiano del verbo Torpeds, che davanti la grotta inizio la cerimonia:

"I troll sono stati sconfitti ed ancora una volta siamo i soli padroni dell’isola. Il popolo dell’orso ha dimostrato il suo ardore ancora una volta e non c’è troll e non c’è drago che riuscirà mai a domare questo fuoco interiore.
Ci ritroviamo anche quest’anno sotto il grande albero, dove all’inizio dei tempi sedevano gli Dei immortali. Loro dotati di infinita saggezza discorrevano dell’equilibrio e del caos, del bene e del male e pilotavano i grandi eventi che
la nostra mente non può neppure tentare di capire.
Noi oggi molto umilmente, ci ritroviamo qui sotto quest’albero e vicini a questa grotta sacra dove nel giorno della grande prova molti Vargos hanno intravisto il loro destino per aprire ancora una volta le nostre menti e lasciare che la
giustizia di Crom guidi le nostre azioni sia quando siamo vicini che quando siamo lontani dal grande frassino sacro simbolo di saggezza, giustizia e forza.
Vargos! Entrate ancora una volta nella grotta e lasciate vagare le vostre menti per il tempo necessario ed ai più fedeli gli Dei daranno altri consigli su cosa fare del loro destino e del loro braccio.
Entrarono nella grotta che erano bambini e ne uscirono tutti uomini. Le braccia più forti il cuore più saldo gli occhi più saggi. Il grande frassino da millenni ci osserva e per millenni ancora lo farà. Che gli dei seguano sempre il nostro
cammino!"

Nella strada per raggiungere la cattedrale di Aengus anche gli ultimi troll caddero sotto le armi dei nordici e degli stranieri venuti per assistere alla seconda giornata dello Jol e all'incoronazione del nuovo Jarl: Zaron capo del clan Valdar stava per essere incoronato.
Ad aspettarli i partecipanti trovarono Il Primo Guardiano, il pontefice Aral Caladan, sarebbe stato lui a celebrare la cerimonia. Giunse anche la delegazione dei Quenya e quando tutti ebbero preso postola cerimonia ebbe inizio.

Il pontefice invocò tutte le divinità umane per suggellare il passaggio delle insegne dal precedente Jarl il capo del clan Kessel il celebre Claus von Kessel al nuovo Jarl Zaron Valdarsen esempio di spirito nordico uomo di grande valore. Fu una cerimonia solenne e bella quella che celebrò Aral Caladan, Claus consegno a Zaron la Corona dei Ghiacci e la Flamberga del Nord simboli del potere nel Regno dei Ghiacci.
Zaron fece un discorso d'occasione al suo popolo esaltando lo spirito del nord.

Ci si ritrovò tutti in piazza per la nomina dei guardiani dei Ghiacci, i 5 uomini che saranno sempre in prima linea nella difesa delle tradizioni della terra e del popolo dei Ghiacci. Il nuovo Jarl depose a terra una ciotola colma del sangue dei troll uccisi durante la caccia e chiamò uno ad uno i 5 a giurare fedeltà.

Il primo fu Murok che dopo aver bevuto un lungo sorso dalla ciotola promise di servire lo Jarl e Helcaraxe tra gli applausi dei presenti uno dopo l'altro Doran Jaegar, Uter il rosso, Angor Mordakan fecero lo stesso. Venne poi il momento per Eric Blackdiamond del clan Valdar, che la sera prima si era guadagnato scontrandosi con gli altri 4 il posto di Primo Guardiano di giurare fedeltà a sua volta. Zaron sottolineò l'importanza del suo ruolo spiegando che la sua parola sarebbe stata legge dopo quella dello Jarl.
Tra le tipiche risse, gli schiamazzi e le urla festanti si concluse il secondo giorno di Joll, una giornata decisamente ricca di eventi per Helcaraxe.

Gloria allo Jarl!
Gloria al popolo del Nord!
Gloria ai Guardiani dei Ghiacci che lo difenderanno sempre!

TERZO GIORNO

Il freddo si insinuava fin alle ossa di tutti quelli che si ritrovavano intorno alla statua al centro della piazza di Helcaraxe.
Tre giorni erano ormai passati dall'inizio della festa, e gli Dei manifestavano la loro attesa facendo cadere la neve piu' grossa in segno di abbondanza.
Erano tutti intorno a Bjorn, il Guardiano del Verbo che quella sera celebrava la chiusura dello Jol.

"Aengus illumina la nostra via.
Seguite me verso nuovo anno e lasciate dietro di voi vecchia vita.
Portate luce!"

Un'intensa e calda luce proveniente dalle torce dei presenti, illumino' la piazza fino al castello e in una composta e silenziosa processione si avviarono verso l'altra isola.

Un fantoccio si ergeva su un'imponente pira, di disgrazie e di infelici eventi dell'anno ormai passato esso era simbolo.
Si radurano in cerchio intorno alla pira e il guardiano proferi' le sue parole guardando negli occhi i presenti:

"Dopo aver ringraziato gli dei durante l’apertura, e aver lasciato che la neve bagni le nostre teste, preghiamo assieme per un altro anno propizio.
Preghiamo per i Turas! Che trovino la forza di lavorare e la costanza di diventare guerrieri Validi e Forti.
Preghiamo per i Vargos! Che lo scudo protegga il loro corpo dalle ferite e che la loro arma sia sempre implacabile coi nemici.
Preghiamo per i Nobili e gli Ufficiali! Che Danu ed Aengus Donino loro la saggezza necessaria per Governare e per portare il popolo alla gloria.
Preghiamo infine per lo Jarl! Che possa regnare per sempre e che la pace regni al suo fianco."

Con le torce ancora accese si allontanarono composti verso la costa dove una barca senza vela e senza remi, fatta costruire per l'occasione, era ormeggiata.
Le onde delle gelide acque si infrangevano timidamente sulla costa producendo un leggera e continua melodia che accompagno' le parole di Bjorn:

“E' giunta l'ora fratelli di rinnovare il nostro patto con gli dei, affinchè ancora una volta siano benevolenti verso di noi. E' giunta l'ora di dare i nostri doni agli dei!!
DANU accetta i nostri doni e concedici i frutti delle tue acque e il favore dei tuoi venti!”

Uno ad uno i partecipanti si avvicinavano alla barca e con tentata dolcezza lanciavano i propri doni dentro una cassa di color blu come il mare che era adagiata sulla barca.

Un atmosfera surreale circondava l'assemblea, la neve non cadeva piu' per pochi istanti come se gli Dei stessero assistendo e aspettando qualcosa.
Slegarono la corda e spinsero la barca al largo, certi che Danu avrebbe accolto quei doni tra i flutti.

Le torce sempre accese tornarono a circondare la pira che avevano lasciato poco prima, e dopo aver in silenzio pregato Aengus un enorme fuoco' si levo' tra la legna davanti a loro.
E mentre il fuoco ardeva e riscaldava i loro volti, altri doni per Aengus vennero raccolti in una cassa che fu gettata tra le fiamme.

"AENGUS accetta questi doni e concedici la tua protezione in cambio della nostra eterna fedeltà!"

Le teste chinate, gli occhi socchiusi..solo il crepitio del fuoco come sottofondo di quella preghiera.
Dalla locanda alle loro spalle nessun rumore, tutti aspettavano, tutti pregavano.
Le ceneri erano ormai alte e poca legna era rimasta intorno....

"Ed ora fratelli indossate il vostro copricapo per dare il benvenuto a fratello inverno!"

Con gioia ed esultanza i nordici indossarono le loro teste d'orso mentre lo Jarl si avvicinava alle ceneri ormai fredde prendendone un pugno.

"Bjorn, porta questo a pontefice di Sacra Chiesa come segno di gratitudine per gli Dei per avere fatto passare uno Jol tranquillo secondo nostre tradizioni!"

....E un nuovo inverno era arrivato.....