GHERA HARAN EN'TIOND

Lunga era stata l'attesa di un tale evento, fra le alte fronde degli alberi di Mallorn, su cui Tiond si posa. Da quando avvenne la dipartita dell'ultimo Haran, Jerzat, non un degno sostituto fu trovato e così la casa dei Sindar rimase senza un padre. Alcuni fra coloro che avevano visto molte e molte lune provarono a guidare il nostro popolo, instaurando il governo dei Tel'Nelde Tarmarim, che però non ebbe fortuna, incapace di dare ciò che tutti i fratelli desideravano da tempo: il ritorno di un Re che avesse riportato Tiond agli antichi splendori, come ai tempi di Agar en'Nimbereth, quando la Via fu scritta e Beltaine fece nascere per noi i grandi alberi.
Così forte fu il desiderio di noi elfi silvani, così intensi e colmi di speranza i nostri canti, che alfine vedemmo sorgere fra noi un Sindar che si distingueva per la sua generosità, serenità ed equilibrio, che sempre si prodigava per noi ed amava profondamente la Verde: Ghera degli Scicis. Il suo spirito crebbe e così il nostro rispetto verso di lui; molti iniziarono a rivedere nei suoi occhi la luce della saggezza degli antichi Padri. Il sentimento si diffuse, e come l'acqua piovana che disseta la terra desiderosa d'essere bagnata, nuova speranza infuse nei nostri animi. E così, nel gran giorno della sua incoronazione, del Ritorno dell'Haran, tutti noi già guardavamo il nostro fratello come chi guarda il sole dopo una lunga e fredda pioggia di ghiaccio.
Per celebrare degnamente l'evento, la Verde fu agghindata di fiori e profumi d'erbe aromatiche, canti di buon auspicio echeggiavano fra i grandi rami, melodie composte per l'occasione li accompagnavano. L'invito a partecipare fu rivolto soltanto a chi veramente avrebbe potuto capire l'importanza di un tale ritorno e perchè la cerimonia si svolgesse nella pace e nell'armonia, senza che nessuno ne infangasse la solennità.
Quando il sole giunse all'occaso, i Sindar si riunirono e si incamminarono verso l'Alta Nosse, portando con sè dei lumi, secondo l'usanza, e presero posto. Con loro, soltanto i due Quenya che risposero all'appello, il nobile Naurbrannon e la gentile Eanil.

Con calma attesero che Ghera varcasse l'ingresso della sala, in cui si respirava aria di allegria e concitazione.
Infine giunse Ghera, e tutti ci alzammo per rendergli omaggio. Fiero e saggio era il suo sguardo; sicuri i suoi passi. Così come noi, era conscio dell'importanza di ciò che stava per accadere, ma era sereno come sempre.

Dama Galadriel recitò le frasi di rito, con la sua voce melodiosa, e inneggiò al Ritorno dell'Haran. Intorno crebbe al culmine la felicità di tutti quando la corona di Tiond fu posata sul capo di Ghera, ed inni e canti fluirono dalle voci dei presenti, per la gloria del nuovo Re.

Le parole che rivolse a noi furono degne di un grande sovrano: parole d'onore, di giustizia, equità e fermezza di intenzioni; ma anche di pietà, di amore e di fratellanza.

Chiamò quindi a sè alcuni dei suoi fratelli, per partcipare al governo della Verde, per aiutarlo nel suo compito, per essere Ministri al suo fianco.
Primo fu Mithras, nominato Orthored tel'Istir, Vicerè della Verde e sostituto dell'Haran nei momenti di sua assenza.


Quindi la prode Nashira fu nominata Naur tel'gotwen Maethor, Capo dell'Esercito, per la difesa delle nostre vite e per l'addestramento delle nuove leve.
Venne il momento per Calen Noldorn e Nexehi Oldhorn, per essere nominati Hun tel'Heren, Ministri degli interni, cui spettano la gestione delle risorse della Verde e l'accoglienza dei nuovi venuti.

Rinnovato fu l'impegno per il fratello Flagyllis, esperto delle arti del commercio, e per questo fu rinnovata la sua carica di Atar tel'Mainka, ministro delle transazioni.
Fratello Firpil fu insignito del difficile ma prestigioso compito di Lend amrod tel'Ethlyn, Ambasciatore di Tiond presso i popoli stranieri.

Tutti i fratelli fecero giuramento di onorare il loro compito per il bene e la prosperità di tutta la comunità Sindar. Alti canti di gioia si levarono fino al cielo, per onorare il nuovo Re, Braccio di Suldanas, invocando le benedizioni di Beltaine sul suo capo coronato.
Quando la cerimonia fu conclusa, per volere dell'Haran ebbe luogo una grande festa, con abbondanza per tutti; i migliori vini furono stappati e le delizie della terra conservate per l'occasione disposte copiose sui tavoli imbanditi. Per tutta la notte le luci della Verde brillarono illuminando dall'alto la foresta, finchè un magnifico nuovo giorno di sole iniziò, e con esso una nuova era per il popolo dei Sindar.

Calen Noldorn, Hun tel’Heren en’Tiond
Sera del 24mo Orifoglia dell’anno 267