Helcaraxe , 27 Orifoglia , Anno Imperiale 267
Festa dell'Orso

Ventiseiesimo giorno di Orifoglia, e nell’isola dei ghiacci sta per essere celebrato un rituale tanto antico quanto mistico..la festa dell’orso.
Solo dopo una guerra o in occasione di rinvigorire gli animi, si celebra questo evento.
Difficile da collocare, potrebbe essere una festa visto i temi ludici che in parte la caratterizzano, ma forti sono anche le influenze pagano-religiose che marcano alcuni segni caratteristici di essa.
All’imbrunire il popolo di Helcaraxe si riunisce nella piazza pricipale, e con in mano una torcia e gli abiti degli avi, si appresta in processione a raggiungere la zona designata.

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Il “godar” (sacerdote), invoca gli Dei affinchè siano di buon auspicio e possano infondere nell’animo dei presenti la forza necessaria ad accogliere gli eventi della serata nel modo migliore.

I presenti sempre con le toce in mano, coordinati dalle esperte parole clericali, si dsipongono silenziosi attorno alla catasta di legna precedentemente preparata .
Qui avviene il primo rituale, quello del riconoscimento della “dualità”, il fuoco che rappresenta l’ardore nel combattimento e l’elemento base per la forgiatura (richiamo ad Aengus) ed il ghiaccio fratello costante nella vita dei barbari, duro più dell’acciaio e tagliente come una lama.
Il falò viene acceso e la serata ha il suo vero inizio.

Prende successivamente la parola Stryker, Signore dei Ghiacci, annunciando la fine della monarchia e il ritorno alle origini, con la divisione in Clan.
Queste famiglie, dalle diverse inclinazioni, vedono nei clan Kesselson e Valdersen rispettivamente i due capofamiglia Claus Von Kessel e Zaron, che si alterneranno pacificamente al ruolo di “Jarl” (signore del luogo).

Il primo gioco, la corsa scalzi per l’intera isola rievoca il legame tra natura e uomo, dove il contatto della pelle nuda con l’aria, gli odori e la fredda terra ristabiliscono antiche alleanze, spesso dimenticate.
Torpedus si rivela il più veloce.

Proprio da questo momento in poi ci si riferisce in maniera più specifica e pertinente alla festa dell’orso, in quanto si cercherà , attraverso un rituale sacrificale di assimilare l’anima combattiva e devastante del possente animale.
Tutti i guerrieri in possesso di soli coltelli in osso di orso apriranno una grossa gabbia al cui interno vi è un esemplare di orso femmina ancor meglio se gravida.
Uccidendola, si prepareranno in questo modo a ricevere lo spirito dell’animale, imitandone le caratteristiche fisiche.
Solo cibandosi delle sue crude carni e dissetandosi del suo sangue entreranno in perfetta simbiosi con la natura tutta diventandone ancor di più parte di essa.
Il cuore dell’orsa sarà conservao e fatto essiccare, diviso in piccoli pezzi e dato ai giovani sposi nel momento cruciale della cerimonia del matrimonio.
Rigenerati nella tempra e nell’anima si intoneranno canti e preghiere rinforzando la consapevolezza di essere guerrieri invincibili.

Claus von Kessel della famiglia Kesselson primo capoclan ad assumere lo status di Jarl, chiude con un breve discorso questo importante momento, decretando il proseguo della serata.

Il gioco successivo, si presenterà come il più duro e sanguinario, “la prova di coraggio”.
I partecipanti dovranno, muovendosi sul grosso palco, evitare il persistente lancio di pozioni esplosive lanciate dal bordo della struttura.
Molte saranno le vittime e generoso l’apporto dei curatori, decretando il più veloce e resistente nella figura di Angor Mordarkan, vargos di grande onore e coraggio.

Oramai, lo spirito dell’orso è forte e presente nei vargos, una follia combattiva pervade gli animi dei presenti e il primo acciaio inizia a vedersi.
Come una tempesta improvvisa un turbinio di lame riplende alla luce del grosso falò ed urla e canti si mischiano al tintinnare delle armi.
Anche i visitatori si uniscono alla mortale danza che lascerà tutti, al termine di essa, spossati nel corpo ma rigenerati nell’ animo.
L’equilibrio tra gli uomini e la natura è stato ristabilito e Dei ne sono testimoni...