La cometa che distrusse la città di Edorel


(La fiorente Edorel prima della caduta della cometa)


(Edorel ... dopo la cometa)

La venuta e l’attesa

Apparve inavvertitamente.Una semplice, fioca luce, proveniente dalle tenebre che tutto ingoiano, dai profondi abissi oltre i quali Crom osserva, e decide, assiso sul dorato trono, il destino degli uomini.

Il giovane apprendista pensò subito si trattasse di un proprio errore, forse la riflessione di qualche altro astro, forse le lenti del telescopio montate male. Rimase assai sorpreso quando vide tutta quell’agitazione nelle maestose aule dell’Accademia delle Arti, non appena comunicò ai superiori lo strano fenomeno; avvertì un’inesplicabile sensazione di paura, mista ad uno strano stato di ansia…

Quella piccola, ignota lucerna divenne il principale oggetto di ricerca e discussione in tutti i luoghi di studio, nelle terre elfiche come nei feudi umani; un’eccitata agitazione regnava negli ambienti scientifici, mentre il bagliore giorno per giorno aumentava, illuminando le limpide sere invernali di una luce pallida, malaticcia, spettrale.

Mistici e maghi sentirono una vibrazione ignota nell’energia vitale, nel Flux; inevitabilmente, come una forza indipendente dalla volontà, essi erano portati a seguire, anche nelle ore di luce in cui la cometa non era visibile, il punto in cui essa si stagliava nel cielo durante la notte, ne sentivano la presenza incombente, ne sentivano la potenza distruttrice, come una pesante cappa avvolta sulle proprie teste.

Inusuali fenomeni meteorologici accompagnarono la venuta dell’astro, bizzarri comportamenti furono osservati in uomini e bestie, spaventosi ritmi di tamburi e inaudite strida provenivano dai recessi più oscuri e dalla montagne disabitate, ove si sussurrava di terribili riti e sacrifici di infanti, ignobili creature apparvero da terre sconosciute recando il loro pesante fardello di morte e distruzione, mentre pazzi e fanatici vagavano in ogni dove annunciando la fine del mondo.

Ben presto, gli studiosi di astronomia e matematica riuscirono a calcolare la traiettoria della meteora: essa avrebbe intersecato, approssimativamente nel mese di Adulain, la traiettoria terrestre, colpendo la superficie in un punto compreso tra le acque antistanti Rotiniel e le fertili terre dei domini edoreliani. In ogni caso, il destino di Edorel sarebbe stato segnato, poiché l’impatto dell’immenso macigno o la furia delle onde da esso provocato, non l’avrebbe risparmiata.

Il panico, come un’infida creatura strisciante, s’insinuò in ogni strato della popolazione.Ovunque si assistette a terribili quanto totalmente inspiegabili atrocità: da ogni luogo provenivano voci di madri che uccidevano i propri figli, figli che appiccavano fuoco alle case dei propri genitori, diserzioni e ammutinamenti, stermini e stragi senza ragione apparente.
Chierici e sacerdoti di ogni credo furono per molti le uniche ancore di salvezza: unirono anime invocando gli Dei in cerca di misericordia, salvarono vite organizzando e costituendo ricettacoli di civiltà ove il governo temporale non sapeva come comportarsi, portarono speranza ergendosi davanti alla tragedia con la forza della Fede.

In ogni angolo di Ardania scoppiarono sommosse e ribellioni: governi e regnanti furono accusati di totale impotenza di fronte alla catastrofe imminente. Per tutti, l’Apocalisse, preannunciata nei testi sacri di ogni credo, la fine della civiltà e del mondo conosciuto, stava per giungere alla carica, scuotendo i tristi sonagli di Sofferenza e affilando le funeste armi di Dolore e Morte.

Il sentimento di rassegnazione verso quella che sembrava una tragedia inevitabile era spesso associato alla voglia di scrollarsi di dosso ogni regolamento, legge, dovere, in nome della libertà nel più assoluto significato del termine. Un gruppo di fanatici di scarlatto vestiti, dalle vesti lacere segnate dalle continue flagellazioni, dal volto coperto e dallo sguardo deciso, apparve nelle piazze delle capitali umane, incitando le folle alla completa ribellione ai poteri precostituiti, preannunciando la fine del mondo, scatenando tumulti e rivolte, sfidando guardie e magistrati, il tutto in nome della più completa Libertà e dell’Uguaglianza, per poi scomparire nel nulla da cui erano venuti.Le idee riformatrici di quegli uomini vennero osteggiate e soffocate nel sangue e nell’oblio; provenienti da tutti i ceti sociali, essi a gran voce chiedevano la fine di ogni distinzione e gerarchia, cosicché le azioni di repressione provocarono ancor più incertezza e aumentarono la mancanza di fede nelle autorità.

Durante il mese di PostApritore, la cometa si stagliava nel cielo come un secondo, malevolo sole, un pungolo insanguinato fisso nei cieli di Ardania. La gente evitava di uscire all’aria aperta, intimorita e abbattuta dall’imminenza della tragedia: le madri chiudevano porte e finestre e nel buio delle case stringevano forti al petto i pargoli, mentre i vecchi, alzando i pugni al cielo, maledicevano l’astro che avrebbe cambiato il mondo in cui essi avevano trascorso l’esistenza.

Vi furono parecchie riunioni, assemblee, concili promossi dalle menti più fervide e attive di entrambi le stirpi, elfica e umana, al fine di trovare un possibile mezzo per scongiurare il pericolo, un qualsiasi modo per deviare o distruggere la terribile lama puntata sull’avvenire del pianeta.
Particolarmente importante fu il contributo dei maghi dell’Ordine della Luna di Ondolinde e dell’Accademia delle Arti di Hammerheim, i quali discussero e in seguito tentarono diversi approcci per fermare il funesto macigno: tra le varie proposte, godettero di estrema attenzione la “Teoria degli accumulatori” promossa dal Mago Luxor e “La Fusione dei Riti” scoperta, studiata ed estesa rispetto alle conoscenze di cinquecento anni prima, dal Tetrarca dell’Alba Sardaucas.

Iniziarono inoltre a correre voci di un antico, precedente passaggio dell’astro portatore di morte sui cieli di Ardania; il Tetrarca Anziano dell’Accademia delle Arti, Astandir Enderel, trovò numerose prove riguardo ai fatti successi settant’anni prima.