Assalto alla Splendente

Al calar del sole del 14 Dodecabrullo 267, la Splendente vide riuniti molti Quenya che da molte lune non si incontravano. Alcuni di loro avevano intrapreso lunghi pellegrinaggi, altri si erano ritirati all'interno della valle a pregare i Valar, scossi dagli eventi che gravano su Ardania.
In quella notte, il cielo era particolarmente chiaro e le stelle brillavano di una luce così forte, da riempire gli occhi dei Quenya di una gioia immensa. Molti tra gli alti elfi avevano sentito il richiamo della loro valle, e del Tulip, il Sacro Albero della Vita. I pellegrini desideravano conferire con Arion Syrmil, l'onorevole Haran Ondolindelore, e fare rapporto sugli eventi riguardanti Ardania. I loro cuori erano colmi di gioia e le loro parole di fratellanza echeggiavano per le bianche strade di Ondolinde.


Alcuni viaggiatori elfici, intenti a raggiungere la Valle Celata, avevano notato una cupa atmosfera provenire dai boschi del Doriath settentrionale. Spinti dalla tipica curiosità elfica, hanno deviato il loro cammino per indagare. Giunti al bianco ponte della Splendente, i loro sguardi furono colmi di rabbia e di sgomento: un'armata di Drow marciava compatta alla volta della Valle Celata!
Immediatamente tutti i presenti compresero che quella serata di canti e di gioia, si sarebbe trasformata in un'orribile battaglia. Tristi presagi invesero le menti dei saggi del Bianco Consiglio; quando essi si destarono dai loro sogni premonitori, ogni singolo Quenya era montato a cavallo. Era chiaro come le mura della Splendente che gli Eldar presenti avrebbero sterminato i loro piu odiati nemici.


Nelle file dei quenya, comandate dall'Haran Arion Syrmyl, erano presenti: Earwen, Relhanas, Naurbrannon Timengol, Elderil Mallorn, Elwin Dalamar, Righel Thalunos ed il giovane Sirius. I Quenya attendevano l'assalto, schierati all'ingresso della valle, per contenere i nemici e sfruttare il territorio a loro favore. Ma qualcosa non andava: l'esercito si teneva a debita distanza dalla pericolosa gola, come se un esperto comandante avesse dato loro ordini ben precisi. La battaglia si prospettava piuttosto pericolosa per i valorosi Quenya, inferiori di numero e costretti a combattere in terreno aperto.

La furia e la sete del sangue Drow giocò un ruolo importante per le sorti degli alti elfi. Prima che Arion Syrmyl potesse dare delle direttive su come affrontare il nemico; i suoi Fratelli stavano gia caricando la prima ondata di Guardiani e Matriarche Terathan, ad est dell'ingresso alla valle. I chierici intonavano le loro preghiere, e i condottieri roteavano le loro lame senza tregua, sporchi del sangue dei loro nemici. I maghi, anche loro in preda ad un'odio incontenibile, eseguivano attacchi lampo diretti verso il grosso delle truppe nemiche. Le loro cantilene riempivano l'aria, raggi d'energia saettavano da una parte all'altra del campo. Incantesimi sconosciuti alla maggior parte dei mortali venivano lanciati senza mai fallire, e i due soli maghi presenti allo scontro, avevano abbattuto una moltitudine di avversari.


Ma la situazione peggiorava di minuto in minuto; forze congiunte di mostri malefici e potenti elfi scuri attaccavano da due fronti.... In quel momento il possente Arion Syrmyl riuscì a contenere l'ira furibonda dei suoi fratelli, e ad organizzare al meglio le forze a lui fedeli.
Il Bianco Cavaliere, L'Haran, impugnava la sua fedele Hatel Thilion, ed era sempre il primo a lanciarsi alla carica. La bianca lama della sua spada splendeva, ed infondeva coraggio a tutti i suoi fratelli. Elwin Dalamar, il Sommo Sacerdote Ondolindelore, cavalcava da un fronte all'altro, protetto da una corazza di piastre in Verite. egli aveva aiutato tutti i Fratelli in pericolo, e aveva abbattuto da solo un numero incredibile di nemici. Relhanas impugnava un famigerato Martello di Tuono, e invocava i poteri di Suldanas per disperdere gli incantesimi nemici. Earwen, la splendida e possente elfa guerriera, combatteva a fianco del coraggioso templare, entro la sua aura protettiva. Elderil Mallorn ricopriva il ruolo di guaritore, spalleggiato da un possente guardiano, e proteggeva il suo Haran con i poteri conferitigli da Beltaine.


Imporvvisamente altri Quenya giunsero in soccorso dei loro fratelli: il sacerdote Telcontar Silme e il giovane ma coraggioso ranger Kimahri.
Il Malkos Nàmo Aegath Malentur percorse il sentiero che unisce Rotinel ad Ondolinde, e rischiò la vita attraversando le linee nemiche Drow. Egli portò ai suoi fratelli una notizia sconcertante: una terribile creatura Bianca si avvicinava alla valle celata. Ma non si trattava di un drago, bensì dell'Ombra Del Tulip.

Questa imponente creatura alata evocò in alcuni secondi, grazie al suo immenso potere magico, alcuni demoni e si lanciò verso l'ingresso della valle, travolgendo chiunque si parasse sul suo cammino. I mistici guardiani non poterono nulla contro questo abominio: i valorosi Quenya lottarono al massimo delle loro forze per arrestare la sua avanzata. La battaglia contro questo sconvolgente nemico si proiettò per un lungo tempo, e quando finalmente la sua carcassa giaceva al suolo, gli alti elfi, stremati, sperarono che tutto fosse finito.

Un' interminabile scia composta da Drow,Lich antichi, Lich arcimaghi ed ogni genere di creatura non morta marciava verso la splendente. Esaltati dalla vittoria contro l'ombra del Tulip, e aiutati dal potere divino dei loro sacerdoti, i valorosi difensori di Ondolinde distrussero anche quest'ultima armata di dannati.


È stato così che un manipolo di Valorosi Quenya sconfisse un'armata, in uno scontro epico che durò lunghissime ore ...